Dopo la conferenza stampa di stamani del sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, della quale potete leggere i punti salienti in questo articolo, il presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo ha deciso di replicare alle parole del primo cittadino.
«Prendo atto delle dichiarazioni del sindaco – scrive – che ancora una volta preferisce lo scontro personale al confronto serio sui problemi della città. Le offese rivolte alla mia persona, definita addirittura “squallida”, qualificano chi le pronuncia, non chi le riceve. E, soprattutto, rappresentano un grave scivolone istituzionale nei confronti del presidente del Consiglio comunale, ruolo che merita rispetto indipendentemente dalle posizioni politiche.
Sul merito – prosegue Mazzeo – il tentativo di riscrivere la realtà è evidente. Confondere un voto su un atto programmatorio generale con la condivisione acritica di ogni singola modalità realizzativa è un’operazione tanto semplicistica quanto strumentale. Al contrario, rivendico il diritto e il dovere di dire ai cittadini quando un progetto, così come viene realizzato, presenta criticità evidenti. Purtroppo quando mancano risposte convincenti, si passa agli attacchi personali.
Ma ciò che è ancora più grave è il livello a cui si è arrivati. Minacciare azioni contro chi ha liberamente espresso una riflessione critica su temi di interesse generale, è un fatto che lascia sconcertati. È un atteggiamento che considero indecoroso e privo di qualsiasi pregio istituzionale. Strumentalizzare il senso della critica politica fino a evocare denunce è un segnale preoccupante.
In una comunità democratica, chiunque deve essere libero di esprimere opinioni e sollevare criticità, senza essere destinatario di intimidazioni o reazioni scomposte. Il rispetto delle istituzioni spesso invocato da più parti vale per tutti. Quanto al resto, i cittadini hanno ormai piena consapevolezza. Non hanno bisogno di narrazioni costruite o polemiche orchestrate.
Hanno già deciso e valutano ogni giorno ciò che funziona e ciò che non funziona. Io continuerò a svolgere il mio ruolo con autonomia, equilibrio e senso delle istituzioni.
Altri, evidentemente, scelgono la strada dello scontro e della delegittimazione. Ed è una scelta che, alla lunga, parla da sola»
















