Ci saranno anche i rostri della celebre Battaglia delle Egadi, insieme agli elmi recuperati nei fondali di Levanzo, tra i reperti della mostra “Sunken Treasures, Ancient Seas”, che dal 4 ottobre all’11 gennaio prossimi sarà ospitata al Museo di Storia Naturale “Fernbank” di Atlanta, per poi trasferirsi fino a maggio al Museo di Storia di Mobile, in Alabama.
L’iniziativa, promossa dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana in collaborazione con “Contemporanea Progetti” di Firenze, rappresenta un’occasione straordinaria per far conoscere al pubblico americano il patrimonio sommerso dei mari siciliani.
Attraverso video immersivi e uno storytelling innovativo, i visitatori saranno trasportati nei fondali dell’Isola per scoprire antichi relitti e preziosi reperti riportati alla luce negli ultimi vent’anni di ricerche.
Il percorso espositivo porterà negli Stati Uniti alcuni dei reperti più significativi delle campagne di scavo subacquee: dai lingotti di piombo di Capo Passero alle monete puniche di Pantelleria, dai lingotti in oricalco di Gela alle anfore di Cala Minnola a Levanzo.
Non mancheranno le ceramiche a vernice nera del relitto di Capistello a Lipari, i materiali provenienti dal relitto Panarea III, i gioielli e le stoviglie di Scauri a Pantelleria. A completare il quadro, reperti da Marsala, Mazara del Vallo, Trapani, San Vito Lo Capo, Marausa e Petrosino.
«Una ricca selezione che racconta la storia antica del Mediterraneo – spiega l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato –. Sarà l’occasione per offrire al pubblico americano una nuova lettura dell’archeologia subacquea e un approccio diverso al nostro patrimonio sommerso».
«Si tratta di un’occasione unica – sottolinea il Soprintendente del Mare, Ferdinando Maurici – per presentare al mondo un patrimonio che testimonia millenni di civiltà mediterranea. La Sicilia è custode di tesori culturali straordinari e poterli raccontare fuori dall’Isola significa accrescere il valore delle nostre politiche culturali».
Accanto ai reperti archeologici, la mostra dedicherà una sezione speciale alla nascita della subacquea moderna, con l’esposizione di strumenti e attrezzature storiche messi a disposizione dal Museo nazionale delle attività subacquee di Ravenna e dalla Historical Diving Society. Un omaggio ai pionieri che hanno reso possibile lo sviluppo dell’archeologia subacquea in Italia.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione di numerosi enti, tra cui il Parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, il Parco Lilibeo di Marsala e l’associazione Museo del mare e della navigazione siciliana “Florio”.
Per Scarpinato, la mostra è «anche un ponte culturale che rafforza l’identità siciliana e consente di raccontare la nostra storia al di là dell’Atlantico, con un valore che va oltre l’archeologia e diventa occasione di dialogo tra popoli e civiltà».


















