Terreni allagati e prezzi in caduta, CNA Trapani: “Semina dimezzata e grano sotto costo”

Premesse allarmanti per i produttori cerealicoli della provincia di Trapani. Le abbondanti piogge degli ultimi mesi hanno reso impraticabili molti terreni argillosi, compromettendo in modo significativo la semina di grano e cereali.

Secondo le prime stime raccolte tra gli imprenditori agricoli iscritti a CNA, le superfici seminate a grano duro non superano il 50% delle medie degli anni precedenti, con punte che in alcune zone scendono al 30-40%. Ancora più critica la situazione per i cereali minori, come orzo, favetta e foraggio, che non raggiungono il 30%. I campi allagati impediscono non solo l’aratura ma anche le concimazioni di copertura, aggravando ulteriormente le prospettive produttive.

Uno scenario che si inserisce in un contesto già segnato da difficoltà climatiche, costi di produzione elevati e margini sempre più ridotti. Molti agricoltori denunciano l’impossibilità di coprire le spese sostenute, parlando apertamente di un’attività diventata antieconomica.

A pesare è anche il crollo del prezzo del grano: dopo il raccolto 2025 le quotazioni si sono mantenute sotto i costi di produzione, con valori che a giugno non superavano i 25 centesimi al chilo e che oggi si attestano attorno ai 20 centesimi. Un dato ben al di sotto delle indicazioni fornite da ISMEA, che aveva individuato tra i 31 e i 33 centesimi al chilo il prezzo minimo per evitare pratiche sleali. Considerando che alla Borsa merci di Foggia le quotazioni oscillano tra i 27 e i 28 centesimi e che occorre detrarre costi di trasporto e magazzino, per i produttori trapanesi il ricavo effettivo scende ulteriormente.

A farsi portavoce del malcontento è la CNA Trapani. Il presidente provinciale CNA Agricoltura, Antonio Spezia, definisce inammissibile che un settore strategico per l’economia e la sicurezza alimentare venga così penalizzato, sottolineando come gli incentivi attuali non siano sufficienti a coprire i costi di produzione e chiedendo interventi strutturali per garantire continuità e stabilità al comparto.

A preoccupare ulteriormente è il possibile impatto dell’accordo UE-Mercosur firmato a inizio 2026, che potrebbe favorire l’ingresso di prodotti agricoli sudamericani a costi inferiori, generando una concorrenza ritenuta squilibrata rispetto agli standard ambientali e fitosanitari richiesti agli agricoltori italiani. Per la CNA il rischio è un ulteriore ribasso dei prezzi e una crisi ancora più profonda per il comparto cerealicolo trapanese.

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