Stagnone di Marsala, è scontro sulla fruizione dell’isola Schola

Tutelare l’isola Schola limitando interventi e pressione antropica oppure sottrarla all’incuria attraverso un progetto capace di coniugare conservazione e fruizione consapevole.

È su queste due differenti impostazioni che si è aperto il confronto sul futuro dell’isolotto di proprietà del Comune di Marsala, nel cuore della Riserva dello Stagnone.

A sollevare la questione è stata Legambiente, con la presidente del circolo Marsala-Petrosino Letizia Pipitone che ha contestato l’ipotesi di una maggiore fruizione dell’isola, sostenendo la necessità di salvaguardarne innanzitutto il patrimonio naturalistico. Secondo la posizione espressa dall’associazione, Schola ospita una biodiversità che ne rende particolarmente delicato l’equilibrio: viene richiamata la presenza di una colonia di garzette, di gabbiani reali, del gongilo e della lucertola di Wagler, oltre ad una vegetazione che conterebbe 82 taxa. Da qui la preoccupazione che eventuali interventi finalizzati ad aumentare la presenza dei visitatori possano trasformare la valorizzazione in una pressione eccessiva sull’ecosistema.

La critica di Legambiente si inserisce in un ragionamento più ampio sulla gestione della Riserva dello Stagnone dove l’associazione segnala le conseguenze prodotte da musica ad alto volume, attività notturne, traffico improprio lungo la pista ciclabile e fuochi d’artificio in prossimità della costa, chiedendo maggiori controlli e un modello turistico compatibile con i vincoli dell’area protetta.

Di segno opposto la replica dell’assessore comunale alle Politiche ambientali Daniele Nuccio che definisce «immotivato allarmismo» quello sollevato da Legambiente e contesta l’equazione tra riqualificazione e possibile devastazione ambientale. Per Nuccio l’isola Schola rappresenta un patrimonio che proprio per il suo valore deve essere sottratto all’incuria e restituito ad una dimensione di «conoscenza, tutela e fruizione consapevole».

L’assessore sostiene che un ecosistema di particolare pregio non debba essere protetto attraverso l’abbandono, ma con un’azione qualificata e responsabile, e ritiene prematuro ipotizzare conseguenze negative prima ancora di conoscere un progetto concreto. Il punto centrale della risposta di Nuccio è la contestazione di un modello di tutela che, a suo giudizio, rischierebbe di tradursi nell’immobilismo. L’obiettivo dichiarato è invece trasformare Schola in un presidio di cultura ambientale nel cuore dello Stagnone, mantenendo ogni intervento coerente con gli strumenti di tutela previsti dai piani di gestione dei siti della rete Natura 2000.

Tra le ipotesi indicate dall’assessore ci sono una fruizione responsabile, collaborazioni con Università e centri di ricerca, percorsi di educazione ambientale e iniziative attraverso le quali sperimentare forme di turismo sostenibile e rispettoso dei luoghi. Nuccio inserisce la vicenda di Schola in una strategia ambientale più ampia dell’Amministrazione comunale, richiamando il birdwatching, la bonifica delle aree interessate dall’abbandono dei rifiuti, la creazione di sentieri attrezzati per il trekking, una maggiore cura del Verde, la valorizzazione di Villa Cavallotti e il contrasto agli incendi di materie plastiche.

Le distanze tra le due posizioni appaiono, al momento, evidenti soprattutto sul significato da attribuire alla parola “valorizzazione”. Per Legambiente la priorità è evitare che l’aumento della fruizione turistica comprometta un ambiente già fragile e sottoposto a una crescente pressione; per Nuccio tutela e presenza dell’uomo non sono necessariamente incompatibili, purché quest’ultima venga regolata e inserita in un progetto ambientale preciso. L’assessore rivendica la necessità di superare l’idea secondo cui parlare di ambiente significhi bloccare sviluppo, progresso e occupazione e indica come obiettivo la costruzione di nuovi modelli di sviluppo capaci di custodire e allo stesso tempo valorizzare il patrimonio storico e naturalistico.

Il confronto sul futuro di Schola si sposta così dal semplice interrogativo sull’accessibilità dell’isola ad una questione più ampia: stabilire quale equilibrio sia possibile tra conservazione di uno degli ambienti più delicati dello Stagnone e una fruizione regolamentata.

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