Stadio Provinciale, il PSI denuncia il fallimento della politica locale

Il Partito Socialista Italiano di Trapani-Erice, con una nota a firma della segreteria Trapani – Erice, ha denunciato “il fallimento della politica locale, complice del tracollo sportivo ed economico della nostra città“.

In particolar modo, secondo Salvatore Pietro Bevilacqua e Dino Manzo, “l’esclusione del basket dalla Serie A1 e la cacciata del Trapani Calcio, sono il risultato di una gestione amministrativa ottusa e di un silenzio istituzionale scandaloso. Quale futuro si sta prospettando per la Trapani sportiva e per la sua economia? Il Libero Consorzio Comunale ha avviato lo sfratto richiedendo oltre 250.000 euro tra canoni e spese: una pretesa sproporzionata. Nemmeno per stadi storici e blasonati come il “San Nicola” di Bari (58.000 posti, 110.000 euro), la “Favorita” di Palermo (37.000 posti, 341.000 euro) o il “Cibali” di Catania (21.000 posti, 72.000 euro) si applicano logiche così punitive. Paragonare il Provinciale (7.000 posti, 250.000 euro) a questi impianti è un insulto al buon senso, usato solo per cacciare lo sport da Trapani“.

Per la Segreteria del PSI, le colpe della politica sarebbero da ricercare anche nella mancata manutenzione degli impianti sportivi. “La beffa – scrivono – è che per anni la politica ha abbandonato lo Stadio e il Pala Daidone in uno stato fatiscente, degradato e insicuro. È stata solo l’ultima gestione societaria di Trapani Calcio e Trapani Shark a rinnovarli e rimetterli a nuovo con ingenti capitali privati. C’è però una chiara evidenza contrattuale: le società non si sono tutelate legalmente nei confronti delle istituzioni, commettendo una grave ingenuità, la velocità del privato e la burocrazia vincolata del pubblico. L’errore è stato investire milioni di euro in ristrutturazioni su beni pubblici prima che le compensazioni economiche fossero blindate da delibere definitive ed inattaccabili. Tuttavia, il prezzo di questo errore non possono pagarlo la città e i tifosi“.

Infine, la valutazione inerente le refluenze economiche di questa crisi, con l’invito alle dimissioni dei referenti politici coinvolti. “Di fronte a questo ulteriore disastro per l’indotto economico (alberghi, ristoranti e commercio), i deputati regionali all’ARS e i parlamentari nazionali hanno scelto il silenzio totale. Quale visione futura ha la politica per questa città? Chi gestirà e manterrà vivi questi impianti da domani? C’è il rischio concreto di far tornare le strutture allo stato di totale abbandono del passato, privando i giovani del diritto allo sport. Il PSI Trapani Erice non sarà complice di questo omicidio sportivo e sociale. Esigiamo che i vertici di Provincia e Comune escano dai palazzi e spieghino a tifosi e commercianti come intendono rimediare a tutto questo. I cittadini, gli sportivi e i tifosi hanno il diritto di difendere e tifare per le proprie squadre nella propria città di appartenenza e di tutelare la propria economia locale. Ribadiamo che la città non può pagare le colpe o gli errori di tutto ciò. Se non si è capaci di difendere l’economia e le strutture locali, l’unica via rimasta sono le dimissioni”.

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