«A parità di requisiti e di servizio svolto, un lavoratore può essere stabilizzato in altre province siciliane ma escluso a Trapani».
È questa la denuncia della deputata regionale trapanese del Movimento 5 Stelle, Cristina Ciminnisi, che ha presentato un’interrogazione all’Assemblea Regionale Siciliana sulle procedure di stabilizzazione del personale precario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani.
Secondo la parlamentare, l’Asp trapanese starebbe applicando un’interpretazione isolata e più restrittiva della normativa vigente, in contrasto con le disposizioni nazionali, le circolari assessoriali e le prassi seguite dalle altre aziende sanitarie dell’Isola. Una scelta che, a suo avviso, determinerebbe una grave disparità di trattamento tra lavoratori che si trovano nelle stesse condizioni, penalizzando proprio chi opera nel territorio trapanese.
Al centro delle contestazioni c’è un avviso di ricognizione che, secondo Ciminnisi, avrebbe anticipato impropriamente la verifica del requisito della precarietà, escludendo diverse figure professionali dalla procedura di stabilizzazione. Tra queste rientrerebbero infermieri, personale amministrativo e anche un dirigente avvocato, nonostante il possesso dei requisiti previsti dalla normativa. Un’impostazione che, sottolinea la deputata, non troverebbe riscontro né nelle leggi in vigore, né nelle linee guida regionali, né nelle modalità operative adottate dalle altre Asp siciliane.
La deputata ricorda inoltre di essere già intervenuta sulla questione nei mesi scorsi. «Il 27 novembre scorso avevo inviato una nota dettagliata, contenente rilievi amministrativi e giuridici sulla procedura, alla commissaria straordinaria dell’Asp di Trapani, Sabrina Pulvirenti, e all’Assessorato regionale alla Salute», afferma Ciminnisi, evidenziando come a quella segnalazione non sia seguita alcuna risposta formale né un cambio di orientamento da parte dell’Azienda.
Con l’interrogazione, Ciminnisi chiede quindi un intervento diretto del Governo regionale affinché venga emanato un atto di indirizzo chiaro e vincolante, in grado di imporre all’Asp di Trapani l’allineamento alle procedure applicate nel resto della Sicilia. La parlamentare sollecita anche la revoca o la rettifica in autotutela degli atti contestati, per evitare conseguenze negative sia per i lavoratori coinvolti sia per l’amministrazione stessa.
La risposta della Azienda Sanitaria Provinciale non si è fatta attendere, la potete leggere a questo link.

















