Like, notifiche e follower attivano nel cervello degli adolescenti – ma non solo nel loro – il sistema della ricompensa, lo stesso coinvolto nelle dipendenze da sostanze e dal gioco d’azzardo, con effetti che possono incidere profondamente sull’autostima e sull’equilibrio psicofisico.
Su questi temi il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASP di Trapani rafforza il proprio impegno di sensibilizzazione incontrando la nuova release della campagna avviata qualche settimana fa sul rapporto tra giovani e tecnologia, in particolar modo ponendo l’attenzione sull’uso dei social media e sulle conseguenze di un’esposizione eccessiva nei più giovani.
Come sottolineano gli esperti del DSM, quasi l’80 per cento dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni utilizza piattaforme digitali, trascorrendo in media circa cinque ore al giorno tra social network, videogiochi e contenuti di intrattenimento. Un’abitudine che, se non gestita, può trasformarsi in una vera dipendenza comportamentale.
La psicologa Ilenia Ognibene sottolinea come la costante esposizione agli schermi possa rallentare il benessere psicologico, alterare la capacità di concentrazione e influire sullo stato emotivo dei ragazzi, spesso inconsapevoli dei rischi legati alla vita online.
Nel lavoro di prevenzione emergono fenomeni sempre più complessi come cyberbullismo, diffusione di fake news, manipolazione delle informazioni, sexting e casi di revenge porn, segnali di un uso della tecnologia che richiede strategie educative mirate.
Per la psicologa Maria Grazia Novara la parola chiave è educazione digitale consapevole per promuovere spazi di confronto tra ragazzi, genitori e Scuola, senza demonizzare la tecnologia ma accompagnando giovani e adulti verso un utilizzo equilibrato, sicuro e responsabile dei social e degli smartphone, valorizzandone le potenzialità e riducendone i rischi.

















