Le rappresentanze sindacali interne della Camera di Commercio di Trapani replicano alle dichiarazioni della Fp Cgil sullo stato di attuazione dello smart working nell’ente camerale, respingendo le accuse e sostenendo che il confronto sul lavoro agile sia regolarmente in corso.
In un comunicato congiunto, le sigle firmatarie definiscono “non opportuna” e priva di fondamento oggettivo l’iniziativa della sigla provinciale, ribadendo che il percorso per l’adozione del regolamento non si è mai interrotto.
Secondo i sindacati interni, contrariamente a quanto sostenuto dalla Fp Cgil, non esisterebbero resistenze burocratiche da parte dell’amministrazione. Viene spiegato che il segretario generale avrebbe già conferito, da oltre tre mesi, un mandato formale alle organizzazioni sindacali per predisporre una bozza condivisa del regolamento sul lavoro agile, impegnandosi a recepirla una volta completata. Il tavolo tecnico, affermano i rappresentanti dei lavoratori, sarebbe quindi aperto e il confronto proseguirebbe tra le parti sociali.
Le organizzazioni sindacali spiegano anche che il ritardo nella definizione del regolamento sarebbe legato ad una scelta condivisa con l’amministrazione, che ha privilegiato la costituzione della parte variabile del fondo destinato al personale non dirigente. Un passaggio ritenuto fondamentale per garantire il salario accessorio e le spettanze economiche dell’intero personale dell’ente.
Nel documento viene anche contestata l’idea che quello della Camera di Commercio di Trapani rappresenti un caso isolato in Sicilia. Le sigle ricordano che anche altre Camere di Commercio dell’Isola, tra cui quelle del Sud-Est e di Caltanissetta, si troverebbero nella stessa fase di approfondimento e non avrebbero ancora adottato il regolamento sullo smart working.
Le rappresentanze sindacali richiamano poi le difficoltà organizzative dell’ente, evidenziando la cronica carenza di personale in servizio. In queste condizioni, sostengono, garantire servizi efficienti ai cittadini e alle imprese richiede un’organizzazione flessibile e calibrata sulle reali esigenze della struttura, evitando semplificazioni o contrapposizioni.
Nella parte conclusiva del comunicato, i sindacati ribadiscono che la tutela dei lavoratori, a partire dai soggetti più fragili e dai beneficiari della Legge 104, rappresenta un obiettivo condiviso da tutte le sigle interne. Per questo giudicano ingiustificati i toni della polemica e ritengono che le prese di posizione pubbliche rischino di compromettere un clima di relazioni sindacali che, a loro avviso, ha già consentito di raggiungere risultati concreti sul fronte del salario accessorio. Il confronto sul regolamento dello smart working, concludono, proseguirà nelle sedi competenti con l’obiettivo di arrivare a una soluzione condivisa.
















