Simona Malato, una trapanese protagonista al Festival di Venezia con “Le Sorelle Macaluso”

È Emma Dante, con “Le Sorelle Macaluso”, a chiudere la partecipazione dei film italiani nel concorso della 77ma Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. La regista e attrice teatrale, dopo l’esordio alla regia cinematografica con “Via castellana bandiera”, presentato proprio alla Mostra nel 2013, torna a trasporre cinematograficamente un’altra delle sue opere. Prodotto dalla neonata Rosamont dell’attore Giuseppe Battiston e Marika Stocchi insieme a RaiCinema, il film si divide in tre capitoli, tre età nella vita delle cinque sorelle, infanzia, età adulta, vecchiaia.

Tra le protagoniste anche la trapanese Simona Malato, attrice che è riuscita a valicare i confini della trinacria per affermarsi nel panorama nazionale. Vanta collaborazioni con grandi firme del mondo cinematografico come Giuseppe Tornatore e Raùl Ruiz, oltre che una formazione di respiro internazionale. Ha diretto ed interpretato lo spettacolo “Insomnia 6 a.m. Girl”, vincitore del premio miglior spettacolo (e lei come migliore attrice) al TXT Blog Theater Festival di Graz (Austria). Nel 2017 ha partecipato a “L’ora legale” di Ficarra e Picone e in tv ha partecipato alle due stagioni della serie La Mafia uccide solo d’estate. Ora torna al cinema nel ruolo di Maria (nella sua versione adulta).

Il film vede protagoniste Maria, Pinuccia, Lia, Katia, Antonella. L’infanzia, l’età adulta e la vecchiaia di cinque sorelle nate e cresciute in un appartamento all’ultimo piano di una palazzina nella periferia di Palermo. Una casa che porta i segni del tempo che passa come chi ci è cresciuto e chi ancora ci abita. La storia di cinque donne, di una famiglia, di chi va via, di chi resta e di chi resiste.

“Sono felicissima di essere qui anche per il momento storico che stiamo vivendo – esordisce Emma Dante – sembra quasi un miracolo che ricominciamo a sognare perché il cinema, il teatro servono a questo, a recuperare i sogni che ci dimentichiamo”. Sul perchè trasporre proprio questa pièce teatrale, la regista risponde: “Nello spettacolo queste sorelle vengono partorite nell’oscurità e ritornano nel buio con un palcoscenico sempre vuoto. Visto che queste sorelle le sento un po’ di famiglia avendole frequentate per molto tempo, ho pensato che mi avrebbe fatto piacere dar loro una casa e il cinema mi avrebbe aiutato a farlo. Poter raccontare il corpo dentro il quale noi viviamo, la casa è un altro corpo della vita, custodisce i nostri averi e i nostri ricordi, le nostre frustrazioni”.

Dodici attrici per 5 sorelle nel corso del tempo, tra queste un’entusiasta e coinvolta Donatella Finocchiaro che descrive la sua esperienza: “Abbiano fatto un lungo lavoro di preparazione e siamo state 2 settimane in momenti diversi chiuse dentro la casa, la location dove ci sarebbe girato il film ma abbiamo provato tutte insieme. Il motivo per cui Emma ci ha riunito lì dentro – spiega Finocchiaro – è perchè dovevamo somigliarci emotivamente con il personaggio. Il mio personaggio, Pinuccia ha la rabbia come sentimento portante. Non è una donna realizzata, fa la badante a Lia, questa sorella un po’ inceppata e questo ruolo gliel’hanno cucito addosso le sorelle”. A proposito di somiglianza emotiva, chiarisce Emma Dante: “Non volevo usare il trucco per invecchiare le persone, mi sembrava un peccato mortale invecchiare Donatella. Ho cercato di lavorare di rendere protagonista il tempo come grande chirurgo plastico che deforma e decide come manipolare i corpi”.

Giuseppe Battiston, che per “Le Sorelle Macaluso” dismette i panni di attore per entrare in quelli di produttore, dichiara: “Nel lavoro di Emma la cosa che mi ha sempre colpito e conquistato è un’urgenza poetica e comunicativa che si esprime attraverso sentimenti fortissimi, talvolta violenti, ma che trasmettono una necessità di comunicare che è fuori dal comune.Lavorare con una regista donna è stato un privilegio particolare che aggiunge qualcosa in più a questo film”.