La Sicilia continua a fare i conti con gli incendi e il Codacons chiede alla Regione di mettere nero su bianco numeri, costi e risultati della campagna antincendio 2026. Dopo un’altra giornata difficile, con fiamme segnalate dal Palermitano all’Agrigentino, dal Trapanese al Messinese, l’associazione sollecita la pubblicazione di un quadro completo dell’emergenza registrata dall’avvio della campagna, il 15 maggio, fino al 30 agosto.
In alcune zone i roghi hanno raggiunto aree vicine alle abitazioni e hanno reso necessarie evacuazioni precauzionali. Una situazione che, secondo il Codacons, impone di andare oltre il racconto quotidiano degli incendi per verificare attraverso dati ufficiali dimensioni del fenomeno ed efficacia della macchina di prevenzione e spegnimento.
Il segretario nazionale Francesco Tanasi precisa che la richiesta non intende anticipare giudizi sull’attività del personale impegnato sul territorio. L’obiettivo è invece garantire ai cittadini la possibilità di conoscere numeri e risultati della campagna, in modo da comprenderne l’andamento e individuare eventuali punti critici.
L’associazione chiede alla Regione Siciliana di comunicare il numero complessivo dei roghi e degli interventi effettuati tra il 15 maggio e il 30 agosto, la superficie attraversata dalle fiamme, il numero e la frequenza degli interventi aerei, il personale impiegato, i mezzi terrestri utilizzati e i costi sostenuti.
Particolare attenzione viene richiesta anche per gli episodi che hanno imposto l’evacuazione di abitazioni, strutture ricettive o altre aree considerate a rischio. Il Codacons vuole inoltre conoscere, sulla base degli accertamenti delle autorità competenti, quanti incendi siano risultati accidentali, colposi o dolosi e quanti abbiano ancora un’origine non accertata.
Per valutare l’efficacia delle misure adottate, l’associazione considera fondamentale anche un confronto con lo stesso periodo del 2025. L’analisi dovrebbe mettere a paragone numero degli incendi, estensione delle superfici coinvolte, uomini, mezzi e risorse economiche utilizzate nelle due campagne.
Secondo Tanasi, soltanto dati omogenei e confrontabili possono permettere una valutazione concreta delle strategie adottate e indicare dove sia eventualmente necessario intervenire. Rendere pubbliche queste informazioni consentirebbe inoltre di conoscere come vengono impiegati i fondi destinati alla prevenzione, alla sorveglianza e allo spegnimento.
Quando gli incendi arrivano a minacciare case, strutture e persone, per il Codacons diventa indispensabile comprendere non soltanto dove sia scoppiato il fuoco, ma anche quanto rapidamente sia arrivata la risposta e quali strumenti abbiano funzionato.
La richiesta alla Regione è quindi quella di tracciare un bilancio trasparente della campagna antincendio 2026 e, nel caso emergano criticità, indicare quali misure saranno adottate per rafforzare prevenzione e capacità operativa in una Sicilia ancora duramente esposta al rischio incendi.


















