La Commissione regionale Antimafia della Sicilia ha lanciato un segnale forte a sostegno dei giornalisti minacciati dalla criminalità organizzata.
Lo ha fatto con una seduta speciale tenutasi stamattina a Palermo nella sede dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, ribadendo solidarietà a Salvo Palazzolo e a tutti i cronisti di giudiziaria che subiscono pressioni e intimidazioni per il loro lavoro.
All’incontro, presieduto da Antonello Cracolici, hanno partecipato direttori di giornali, televisioni, radio e testate online, consiglieri dell’Ordine e numerosi giornalisti, molti dei quali costretti a vivere quotidianamente tra minacce, intimidazioni e querele temerarie. Sono stati ventidue gli interventi, con testimonianze dirette che hanno messo in luce le difficoltà di chi racconta la realtà siciliana ed è sottoposto a pressioni sempre più forti.
“Siamo qui – ha dichiarato Cracolici – per dare un segnale forte a favore di una categoria, quella dei giornalisti, che considero la frontiera più esposta per il diritto alla libertà in Sicilia e nel nostro Paese. Sono considerati una minaccia più degli stessi magistrati e delle forze dell’ordine, perché minano la reputazione dei mafiosi e fanno più danno delle carceri, ormai divenute luoghi aperti”.</d
Il presidente della Commissione Antimafia ha anche denunciato i tentativi di imbavagliare la stampa attraverso le querele temerarie e le leggi che limitano la possibilità di accesso agli atti giudiziari: “L’esercizio della libertà di stampa è sacro. Non possiamo permettere che chi fa il proprio lavoro venga ostacolato o perseguito solo per aver raccontato i fatti.
Tra gli interventi anche quello del giornalista marsalese Giacomo Di Girolamo, direttore di Tp24.it, che ha raccontato la difficile situazione vissuta dai giornalisti a Trapani: “Siamo costretti a lavorare tra minacce e insulti continui. C’è un clima di intimidazione – ha detto – che si respira ogni giorno, e raccontare la realtà diventa sempre più complicato”.
“L’Antimafia regionale – ha dichiarato Roberta Schillaci, segretaria della commissione e vice capogruppo del Movimento 5 Stelle – sta lavorando a una risoluzione per la tutela dei giornalisti, che spesso, con contratti precari, diventano bersaglio delle cosche. È fondamentale creare una sinergia tra istituzioni, editori e Procure per garantire sempre la libertà di informazione”.
L’incontro ha rappresentato un momento di riflessione su come la mafia abbia modificato il proprio modus operandi, abbandonando l’azione stragista per puntare sulla corruzione e l’infiltrazione nelle Istituzioni. “Oggi la criminalità organizzata utilizza mezzi sempre più sofisticati per delinquere e corrompere – ha sottolineato Schillaci – ed è necessario che lo Stato possa contrastarla con strumenti adeguati”.
L’iniziativa della Commissione Antimafia assume un valore simbolico e operativo in un contesto in cui il giornalismo d’inchiesta, soprattutto in ambito giudiziario, rappresenta una delle frontiere più esposte nella lotta contro la criminalità organizzata.
L’obiettivo è chiaro: garantire ai giornalisti le condizioni necessarie per poter informare liberamente, senza timori e senza pressioni esterne, perché la libertà di stampa è un pilastro imprescindibile della democrazia.
















