Sicilia dei grani antichi, le Jurnate di Simenza nella Valle dei Templi

Dieci anni di lavoro per custodire semi, biodiversità e saperi contadini siciliani. Simenza, la Cumpagnìa Siciliana Sementi Contadine, festeggia il proprio decennale con le Jurnate di Simenza, in programma settimana prossima sabato 3 e domenica 4 ottobre in diversi luoghi della Valle dei Templi di Agrigento.

L’associazione culturale è nata il 20 febbraio 2016 e riunisce attorno alla salvaguardia dell’agrobiodiversità agricoltori, allevatori, mugnai, fornai, trasformatori e altre figure della filiera agroalimentare. L’idea alla base del progetto è sottrarre le antiche varietà al rischio di abbandono non soltanto conservandone i semi, ma riportandole nei campi, nei mulini e sulle tavole.

Il programma prenderà il via sabato 3 ottobre alle 10 nella Sala Fazello, con un convegno dedicato alle prospettive del ritorno alla terra nell’epoca della crisi. A moderare sarà il vicepresidente di Simenza Giuseppe Li Rosi. Sono previsti gli interventi dell’agronomo paesaggista e direttore del Giardino della Kolymbethra Giuseppe Lo Pilato, di Claudio Pozzi della Rete Semi Rurali, del presidente del Biodistretto Agroecologico Valle dei Templi Guido Bissanti, di Irene Fucà e Carmelo Traina del coordinamento PattoxRestare, di Valeria Messina di Forno Biancuccia e del direttivo Simenza e di Fabio Gullotta di Casa Diodoros. Le conclusioni saranno affidate alla presidente Silvia Turco.

La giornata proseguirà a Casa Diodoros con un pranzo realizzato utilizzando i prodotti dei soci dell’associazione, su prenotazione al numero in locandina, e con quattro appuntamenti dedicati alla pratica e alla conoscenza: lievito madre e caglio vegetale con Silvia Turco e Giacomo Gatì, analisi sensoriale degli oli del territorio con Massimo Brucato, pasticceria e agrobiodiversità con Santo Li Calzi e il Mulino dei Bambini curato da Melania Latina, che consentirà anche ai più piccoli di sperimentare farine e impasti.

Domenica 4 ottobre alle 10 il programma continuerà con una passeggiata didattica attraverso il Giardino della Kolymbethra e il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, guidata da Giuseppe Lo Pilato.

Il messaggio delle Jurnate trova un collegamento diretto con la provincia di Trapani, dove il recupero delle varietà cerealicole siciliane ha assunto negli ultimi anni un valore agricolo, culturale e gastronomico particolarmente evidente.

Il nome che più immediatamente lega questo patrimonio al Trapanese è quello della Tumminìa, o Timilia, antico grano duro siciliano diventato uno degli elementi distintivi del Pane Nero di Castelvetrano. La preparazione tradizionale impiega semole integrali macinate a pietra, con la Tumminìa che contribuisce alla caratteristica colorazione scura, insieme ad acqua, lievito naturale e sale. Il Pane Nero di Castelvetrano è tutelato come Presidio Slow Food.

Ma la biodiversità cerealicola del territorio non si esaurisce nella Tumminìa. A Castelvetrano la filiera molitoria ha recuperato e valorizzato anche Perciasacchi, Russello, Bidì, Biancolilla e Maiorca, varietà siciliane che non devono essere considerate tutte originarie esclusivamente della provincia di Trapani, ma che nel territorio hanno trovato coltivatori, mugnai e trasformatori capaci di rimetterle in produzione.

Il legame è particolarmente visibile a Selinunte. Nei terreni che circondano l’area archeologica sono tornati a crescere grani antichi e un provvedimento dello stesso Parco registra, per il raccolto 2025, la produzione di Tumminìa, Russello e Perciasacchi, destinata alla successiva trasformazione. È un incontro tra paesaggio archeologico e agricoltura che restituisce ai cereali un ruolo che apparteneva già alla storia economica dell’antica città.

E proprio il Trapanese ha già ospitato iniziative costruite attorno allo stesso principio delle Jurnate: difendere un prodotto significa farlo conoscere, coltivarlo, trasformarlo e infine portarlo al consumo.

A Castelvetrano, nel 2024, è nata la Sagra del Pane Nero, seguita dalla seconda edizione nel 2025, espressamente dedicata anche alla farina di grano antico Tumminìa. Il percorso continuerà con la terza edizione sabato 17 e domenica 18 ottobre 2026, quando il centro storico tornerà a ospitare una manifestazione dedicata al Pane Nero, alle produzioni agroalimentari, all’artigianato e all’identità culturale del territorio.

Un’altra esperienza significativa si è svolta a Gibellina il 13 e 14 giugno 2026. Nell’ambito di SEEDS Blooming Art, un campo di grani antichi ai piedi della Chiesa Madre ha ospitato Il Campo di Pane, omaggio a Mario Schifano attraverso danza contemporanea, paesaggio agricolo e riflessione sul libero scambio dei semi tra agricoltori. Un modo diverso, attraverso l’arte, di affrontare lo stesso tema della conservazione e della trasmissione della biodiversità.

Da Agrigento a Castelvetrano, da Selinunte a Gibellina emerge quindi un filo comune. I grani antichi non rappresentano soltanto un ritorno nostalgico al passato: diventano materia prima di nuove filiere, occasione di formazione, elemento del paesaggio, attrazione enogastronomica e strumento per mantenere in vita conoscenze agricole che rischierebbero altrimenti di scomparire.

E per il territorio trapanese la Tumminìa ne è forse l’esempio più riconoscibile: dal seme alla farina, dal mulino al forno, fino a quel Pane Nero che racconta Castelvetrano molto prima ancora di essere assaggiato.

 

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