Sicilia, Confimprese alla Regione: «Applicare i principi del CGA per tutelare le piccole imprese»

Una richiesta di confronto istituzionale alla Regione Siciliana per affrontare il tema delle autorizzazioni alle grandi strutture di vendita e delle ricadute economiche sul tessuto commerciale dell’Isola.

A presentarla è Confimprese Sicilia che ha inviato una nota ufficiale al presidente della Regione Renato Schifani, all’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo, al presidente della Commissione Attività produttive dell’Ars Gaspare Vitrano e al dirigente generale del dipartimento Attività produttive Dario Cartabellotta.

Al centro della richiesta c’è la sentenza n. 813 del 2025 del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana che, secondo Confimprese, introduce principi destinati ad avere effetti rilevanti sui procedimenti autorizzativi delle grandi strutture commerciali e sugli equilibri del sistema distributivo regionale.

Il coordinatore regionale di Confimprese Sicilia, Giovanni Felice, sostiene che gli studi di impatto commerciale e il conto economico semplificato previsti dalla normativa regionale siano stati, negli anni, progressivamente ridotti a semplici adempimenti formali, nonostante la legge continui a prevedere valutazioni pubbliche finalizzate a garantire equilibrio tra le diverse forme distributive.

Secondo l’associazione, la sentenza del CGA supera una visione esclusivamente privatistica dei rapporti economici all’interno delle grandi strutture commerciali, riconoscendo rilevanza pubblica anche alla congruità delle condizioni economiche applicate nei centri commerciali e agli effetti che queste condizioni producono sulla sostenibilità delle imprese.

«Il tema non riguarda esclusivamente rapporti privatistici – afferma Giovanni Felice – ma investe direttamente la sostenibilità economica delle imprese, l’equilibrio del sistema distributivo e il corretto esercizio della funzione pubblica nei procedimenti autorizzativi».

Secondo Confimprese, la mancata applicazione sostanziale dei principi richiamati dal CGA rischia di produrre effetti sempre più evidenti: crescente difficoltà delle piccole e medie imprese; ulteriore squilibrio a favore delle grandi rendite immobiliari; indebolimento del commercio urbano e di prossimità; aggravamento degli effetti derivanti dalla crescita del commercio online; progressiva desertificazione commerciale dei centri storici e dei quartieri urbani.

Confimprese evidenzia anche come molte grandi strutture commerciali siano sorte, nel tempo, attraverso trasformazioni urbanistiche che hanno modificato la destinazione originaria delle aree, rendendo ancora più centrale il tema dell’interesse pubblico e dell’equilibrio commerciale territoriale.

L’associazione di categoria chiede, quindi, alla Regione di esercitare pienamente il proprio ruolo nelle conferenze di servizi relative alle autorizzazioni commerciali, evitando una partecipazione meramente formale e rafforzando le funzioni di programmazione e riequilibrio previste dalla normativa regionale.

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