Servizi di missione non pagati, la protesta della Uilpa Polizia Penitenziaria

“Mentre il ministro Bonafede, tra un impegno politico e apparizioni coreografiche per pubblicizzare il Corpo di Polizia Penitenziaria, e il Capo del Dipartimento Basentini asserisce che l’organico di Polizia Penitenziaria è bastevole, il personale di Polizia Penitenziaria in Sicilia è in credito delle somme dei servizi di missione imposti dallo Stato per garantire i servizi istituzionali”. Lo afferma il segretario regionale della Uilpa Polizia Penitenziaria Gioacchino Veneziano che denuncia “il gravissimo ritardo nel pagamento di emolumenti”. “Dall’1 di febbraio di quest’anno – dice Veneziano – i colleghi della Polizia Penitenziaria in Sicilia anticipano dalle proprie tasche le somme per assicurare il trasporto dei detenuti dalle carceri verso i Tribunali e in tutti i luoghi esterni dove sono comandati di servizio, addirittura anticipano pure i soldi per recarsi presso le Commissioni mediche ospedaliere imposte per motivi di salute”.

“Non sappiamo – prosegue il segretario regionale della Uilpa Polizia Penitenziaria – se questo è il prezzo di una poca attenzione da parte dell’Amministrazione ovvero se i soldi, stanziati da questo governo che strombazza ogni giorno attenzione verso le forze di polizia, sono insufficienti ma rimane il fatto che da ben quatto mesi i poliziotti penitenziari si sono sostituti ‘economicamente’ allo Stato nell’assicurare un servizio di sicurezza”.

“Abbiamo già interessato – conclude Veneziano – il nostro legale per mettere in campo le iniziative idonee a mettere in mora l’Amministrazione ma anche per il rispetto delle leggi che regolamentano l’obbligatorietà dell’anticipo dell’85% delle somme previste per i servizi di missione, così come previsto dall’art. 13 comma 10 del decreto del Presidente della Repubblica n°. 51 del 16 aprile 2009. Speriamo in un energico intervento dei vertici politici e dell’Amministrazione penitenziaria”.