Due giornate di sciopero e protesta per i tassisti del territorio trapanese.
Il 30 e 31 marzo i lavoratori di Trapani, Marsala, Misiliscemi ed Erice incroceranno le braccia per l’intera giornata, con sit-in previsti dalle 9 alle 14 e, nella prima giornata, un corteo in partenza dall’aeroporto “Vincenzo Florio” fino alla Prefettura di Trapani.
Alla base della mobilitazione c’è una vertenza che i rappresentanti sindacali definiscono ormai non più rinviabile. “Abbiamo già provato il dialogo, lo abbiamo fatto in maniera seria e responsabile – spiega Giuseppe Gervasi, rappresentante regionale di Uritaxi – con incontri, confronti e proposte protocollate. Non siamo arrivati alla protesta per alzare la voce, ma perché ogni tentativo non ha prodotto una soluzione concreta e rispettosa né dei lavoratori né dell’utenza”.
Una posizione condivisa anche dagli altri rappresentanti della categoria. “Il confronto c’è stato, ma non ha portato ai risultati che aspettavamo – sottolinea Giuseppe Bovino per l’area Erice-Misiliscemi – e a questo punto era necessario dare un segnale chiaro”.
Il nodo centrale riguarda la gestione del servizio taxi presso l’aeroporto di Trapani-Birgi. Secondo i sindacati, il servizio verrebbe di fatto relegato ai margini, con ripercussioni sia sulle condizioni di lavoro sia sull’efficienza del servizio offerto ai passeggeri. “Quando il taxi viene spostato ai margini – osserva Giovanni Cimino del Silt – non è solo il lavoratore a essere penalizzato, ma anche il cittadino che ha diritto a un servizio pubblico accessibile e ben organizzato”.
Gervasi entra nel merito della questione: “Il taxi è un servizio pubblico non di linea che svolge una funzione reale per residenti, lavoratori e turisti. Non può essere trattato come qualcosa di secondario. Se viene relegato ai margini dell’aerostazione, senza rispetto per la categoria e per chi utilizza il servizio, è inevitabile che si creino disservizi. In queste condizioni, i taxi continueranno a lavorare nei propri comuni, ma non potranno garantire lo stesso servizio all’interno dell’aeroporto”.
La categoria sottolinea inoltre di non aver avanzato una protesta “sterile”, ma di aver già presentato una proposta concreta. “Abbiamo protocollato una soluzione che risponde alle esigenze dei tassisti e allo stesso tempo migliorerebbe l’organizzazione dello scalo, riducendo anche la congestione del traffico – spiega Gervasi –. Non si tratta di una richiesta corporativa, ma di una proposta ragionevole che ha già trovato attenzione e condivisione anche in sede istituzionale”. Un aspetto ribadito anche da Antonino Liotta di Federtaxi: “Il fatto che su questa impostazione ci sia stata una convergenza tra diversi soggetti dimostra che la proposta è concreta e praticabile”.
L’urgenza della vertenza è legata anche all’imminente incremento del traffico aereo. “Con l’arrivo di un secondo aeromobile Ryanair – evidenzia Gervasi – aumenteranno passeggeri, mezzi e criticità. Continuare a lavorare nelle condizioni attuali diventa sempre meno sostenibile”.
I sindacati guardano anche alle misure di controllo previste nei prossimi mesi, come l’arrivo della Polizia Municipale di Misiliscemi. “Mettere ordine senza una struttura funzionale rischia di essere solo un intervento temporaneo – aggiunge Gervasi –. La soluzione che proponiamo, invece, aiuterebbe davvero la gestione dei flussi e renderebbe più efficace anche il lavoro di controllo”.
La vertenza, spiegano i rappresentanti, va oltre l’aspetto sindacale. “È una questione di legalità, funzionalità e rispetto del servizio pubblico – sottolinea Gervasi –. In un territorio già segnato dalla stagionalità del lavoro, non si può chiedere ai tassisti di operare in condizioni che mortificano il lavoro e peggiorano il servizio”. Da qui l’appello alla Prefettura. “Serve un intervento urgente e chiediamo un incontro immediato – conclude Gervasi –. Non vogliamo trascinare questa vicenda all’infinito, ma trovare una soluzione concreta”.
La categoria si dice pronta a proseguire la mobilitazione in caso di mancati riscontri. “Nessuno auspica un irrigidimento della protesta – afferma Roberto Castiglione – ma i tassisti sono compatti e determinati ad andare avanti se non arriveranno risposte in tempi rapidi”. Una protesta che, secondo i sindacati, riguarda anche l’immagine dello scalo. “Un aeroporto che tratta bene il servizio taxi – conclude Gervasi – tratta meglio anche i suoi passeggeri”.

















