Scandalo dati Covid alterati: tutte le reazioni sull’inchiesta della Procura di Trapani

Il sindaco di Trapani annuncia che il Comune si costituirà parte civile se le indagini porteranno a processo

“Se i gravi sospetti della Procura di Trapani non dovessero trovare smentita, saremmo davanti ad una gravissima alterazione del dato epidemiologico regionale piegato più a squallidi interessi politico governativi che a tutela della salute delle persone”.

Con queste parole, il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, stigmatizza le azioni rese note dall’inchiesta della procura di Trapani sui dati falsi sull’epidemia trasmessi dalla Regione Sicilia all’Istituto Superiore di Sanità.

“Le misure restrittive che vengono adottate per le zone rosse se – da un lato- limitano le libertà delle persone, dall’altro servono a tutelare la popolazione più fragile, prevenire contagi e i conseguenti rischi gravissimi per la salute ed evitare l’implosione dell’intero sistema sanitario ospedaliero. Mi auguro che il corso delle indagini giunga a fugare questi terribili sospetti ma, se così non fosse, procederemo a difesa della collettività amministrata costituendoci parte civile anche contro i vertici dell’Assessorato regionale alla salute. Prima di tutto la salute” ha concluso il primo cittadino.

Oltre a quelle di Tranchida, sono numerose le reazioni all’inchiesta della procura di Trapani sui dati falsi sull’epidemia trasmessi dalla Regione Sicilia all’Istituto Superiore di Sanità.

“Il Comune di Palermo si costituirà Parte Civile in questo procedimento giudiziario, visto che proprio sui dati si sono basate molte scelte e provvedimenti amministrativi in questi mesi”. Lo afferma il sindaco Leoluca Orlando. “Come “presidente dell’Anci Sicilia convocherò il direttivo – aggiunge – per valutare tutte le iniziative da assumere ivi compresa la costituzione di Parte Civile e ogni altra azione a garanzia del rispetto del diritto alla salute di tutti e dell’esercizio corretto delle competenze comunali”.

Il Movimento 5 Stelle, Santangelo e Martinciglio: “Fatto molto grave. Se confermato commissariare la sanità regionale siciliana”.

“L’ennesimo scandalo che ha travolto la sanità in Sicilia, lascia sgomenti quanti continuano quotidianamente a sperare in un deciso cambio di passo che freni questa preoccupante emorragia. Il quadro indiziario è tale che, se confermato, andrebbe a sovraccaricare un’emergenza sanitaria ed economica che merita, al contrario, di essere prontamente arginata” afferma Giancarlo Pocorobba, Presidente di Konsumer Sicilia.

“Riteniamo la vicenda incresciosa e del tutto lesiva dell’immagine della Sicilia onesta e laboriosa che l’agire di pochi mira, eventualmente, a macchiare”. A rincarare la dose, Giuseppe Di Miceli, vicepresidente di Konsumer: “Ringraziamo le nostre forze dell’ordine e la magistratura tutta per il disumano sforzo profuso a tutela della legalità e pur concedendo la presunzione di innocenza nei confronti di tutti i soggetti coinvolti, preannunciamo la nostra volontà di costituirci parte civile nell’instaurando processo penale”.

“La vicenda sull’alterazione dei dati sui morti e sui malati Covid è molto grave. Dirigenti regionali, collaboratori e lo stesso Assessore Razza coinvolti in un meccanismo che ha spalmato i morti nel tempo e che ha messo in pericolo i siciliani, a maggior ragione nel periodo in cui la Sicilia è stata inserita in zona gialla, quindi con meno restrizioni. Mentre noi siciliani pensavamo di poter stare un poco più tranquilli, in realtà, chi avrebbe dovuto garantire la salute dei cittadini millantava al Ministero competente numeri inesistenti che hanno messo in pericolo e aggravato la pandemia in Sicilia” scrive in una nota il partito Insieme Sicilia.