Il Libero Consorzio Comunale di Trapani apporrà la propria firma sul dossier finale del progetto MaB UNESCO “Saline di Sicilia”, destinato a essere inviato a Parigi per la candidatura internazionale.
La decisione arriva dopo una fase di confronto che, secondo il presidente Salvatore Quinci, ha consentito di superare gli elementi di criticità e le preoccupazioni manifestate nei giorni scorsi dall’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Occidentale.
Un passaggio che Quinci definisce delicato e importante e che sarebbe stato affrontato attraverso il confronto, la chiarezza e le verifiche sul campo. Al centro della posizione del presidente del Libero Consorzio c’è il principio della condivisione, considerato un presupposto irrinunciabile dell’intero progetto. Le divergenze emerse da alcune parti rischiavano, secondo Quinci, di condizionare una candidatura che, qualora andasse a buon fine, potrebbe diventare uno strumento di crescita e sviluppo all’interno di una più ampia visione strategica del territorio. Una prospettiva fondata sulla valorizzazione dell’ambiente, ma anche sulla ricerca di un equilibrio tra la tutela della natura e le attività dell’uomo.
In questo quadro Quinci dedica particolare attenzione al porto di Trapani, sottolineando il ruolo dell’Autorità portuale, degli operatori, delle imprese e delle maestranze che vi lavorano. Realtà che, a suo giudizio, hanno dimostrato senso di responsabilità e disponibilità a partecipare quando chiamate a contribuire e che rappresentano un valore aggiunto per il territorio, anche sotto il profilo delle opportunità economiche e occupazionali.
Il confronto delle ultime ore avrebbe permesso anche di sciogliere uno dei nodi più delicati, quello relativo al perimetro previsto dal progetto MaB UNESCO.
Quinci parla del superamento della «trappola dell’incomunicabilità» e sottolinea un metodo basato sul dialogo tra i diversi soggetti coinvolti. La candidatura, nella visione espressa dal presidente, non deve determinare una contrapposizione tra protezione dell’ambiente e attività produttive: il progetto MaB UNESCO, sottolinea, pone sullo stesso piano il fattore ambientale e quello umano e deve quindi concentrarsi contemporaneamente sulla biodiversità e sul lavoro, due elementi che, nelle sue parole, «si garantiscono e rispettano a vicenda».
Da qui la scelta definitiva del Libero Consorzio di sottoscrivere il documento finale. Una decisione che Quinci definisce ponderata e condivisa, assunta dopo i necessari riscontri sulle questioni che avevano determinato le preoccupazioni dei giorni precedenti. Con la firma, l’ente intende così contribuire al percorso della candidatura internazionale delle Saline di Sicilia, considerandola non soltanto un progetto di tutela e valorizzazione ambientale, ma anche una possibile occasione di sviluppo economico e occupazionale.
Per Quinci il documento rappresenta un impegno unitario attraverso il quale il territorio trapanese può provare a costruire una prospettiva capace di tenere insieme patrimonio naturale, attività dell’uomo, lavoro e sviluppo.
Ieri, a Palermo, il documento era stato firmato, alla presenza del commissario S straordinario della Camera di Commercio di Trapani, Pino Pace, dall’assessora regionale Giusy Savarino che aveva commentato: «È molto più di una firma. È la scelta di valorizzare un patrimonio straordinario, dove da millenni uomo, paesaggio, tradizione e biodiversità convivono in equilibrio. Le Saline di Sicilia potrebbero diventare le prime saline al mondo a essere riconosciute nell’ambito del programma MaB UNESCO. Un traguardo che darebbe ulteriore valore a un patrimonio straordinario, dove da millenni uomo, paesaggio, tradizione e biodiversità convivono in equilibrio».
















