Un clima di dialogo e collaborazione ha caratterizzato l’incontro svoltosi venerdì scorso alla Camera di Commercio, dedicato alla candidatura della riserva delle saline di Trapani, Paceco, Misiliscemi e Marsala a zona Mab Unesco.
Un appuntamento che ha segnato un cambio di passo rispetto alle tensioni emerse nei giorni precedenti, restituendo un quadro più sereno e orientato alla condivisione degli obiettivi.
Alla riunione hanno preso parte imprenditori, operatori portuali e rappresentanti istituzionali, tra cui Sicindustria Trapani con il presidente Filippo Amodeo e la direttrice della riserva gestita dal WWF Silvana Piacentino. Assente, ma per impegni all’estero già comunicati, Gaspare Panfalone, figura di riferimento nel sistema portuale locale.
La partecipazione ampia ha confermato l’interesse concreto del tessuto economico verso il progetto.
Nel corso del confronto sono emerse proposte operative, come quella avanzata dall’imprenditore Gigi Morana che ha suggerito l’istituzione di un Osservatorio per monitorare l’iter della candidatura. Un contributo che testimonia la volontà di accompagnare il percorso con strumenti di verifica e condivisione.
Uno dei nodi principali, legato ai possibili vincoli per le attività portuali, è stato affrontato e chiarito. Le preoccupazioni iniziali sono state ridimensionate grazie ad un confronto tecnico che ha individuato anche tre aree funzionali ai movimenti del porto, dimostrando la compatibilità tra sviluppo economico e tutela ambientale.
Sul tavolo anche una nota dell’Autorità di Sistema Portuale, illustrata dal presidente della Camera di Commercio Giuseppe Pace che ha confermato l’esito positivo di un incontro preliminare e l’assenso al piano presentato dalla Camera di Commercio. Un segnale importante che rafforza la solidità del progetto. Ulteriori sviluppi potrebbero arrivare dal Ministero dell’Ambiente che sta sostenendo la candidatura a livello nazionale.
Durante l’incontro è stato ribadito come il riconoscimento Mab Unesco rappresenti un’opportunità per il territorio, capace di generare ricadute positive in termini di turismo e crescita imprenditoriale, come già avvenuto in altre realtà.
L’idea di un porto relegato a semplice spettatore pare sia stata superata, lasciando spazio a una visione integrata e partecipata. Restano però diversi aspetti da approfondire, tra cui il piano regolatore del porto antico, fermo da anni, e il Piano urbanistico generale di Trapani, non ancora arrivato all’esame del Consiglio comunale. Questioni aperte che accompagneranno il percorso, ma che non sembrano più ostacolare il clima di rinnovata convergenza attorno alla candidatura.

















