Saline di Trapani verso l’Unesco, parte il confronto ma scoppia il caso porto

Entra nel vivo il percorso per la candidatura delle “Saline di Sicilia” a Riserva della Biosfera MaB Unesco, ma il confronto con il territorio si apre tra opportunità e tensioni.

Il Comitato promotore – composto da Regione siciliana, Camera di Commercio di Trapani, Libero Consorzio Comunale di Trapani, Comuni di Trapani, Marsala, Misiliscemi e Paceco,
e Wwf – ha avviato una serie di incontri pubblici per illustrare la nuova proposta di perimetrazione, ampliata su richiesta del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Entro giugno dovrà essere presentato il dossier definitivo, che includerà anche il centro storico e il porto di Trapani, segnando un’estensione significativa rispetto al progetto originario.

Dopo la definizione tecnica dei nuovi confini, si apre ora la fase di coinvolgimento delle comunità locali, in linea con i criteri Unesco. Il primo appuntamento è fissato per venerdì 17 aprile alla Camera di Commercio di Trapani, con l’obiettivo di raccogliere contributi da istituzioni, imprese e cittadini, compresi gli operatori portuali finora esclusi dal percorso.

Proprio sul metodo del confronto, però, si registra una dura presa di posizione da parte del sistema portuale. Gaspare Panfalone, delegato Assiterminal e presidente della Riccardo Sanges & C., ha contestato modalità e tempi della convocazione del tavolo, chiedendone il rinvio. “Un confronto senza porto non è confronto”, afferma Panfalone, denunciando una convocazione ritenuta troppo ravvicinata – appena quattro giorni – e nonostante fosse già stata comunicata l’indisponibilità a partecipare. “La decisione di procedere comunque – sottolinea – non rispetta i principi di correttezza e leale collaborazione”.

Secondo il rappresentante degli operatori, il rischio è quello di marginalizzare il contributo di chi vive quotidianamente il porto, elemento centrale dell’economia trapanese. “Ignorare il porto significa depauperare la storia e il tessuto produttivo del territorio”, aggiunge.

A rendere ancora più delicato il quadro è l’assenza annunciata dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, considerata un vuoto istituzionale significativo. “Senza l’Autorità portuale l’incontro perde credibilità ed efficacia”, evidenzia Panfalone.

Da qui la richiesta di rinviare il tavolo al 23 aprile, data già condivisa con il sindaco di Trapani, per avviare un confronto realmente partecipato e rispettoso di tutti gli attori coinvolti.

Al centro del dibattito non c’è solo una questione tecnica di perimetrazione, ma una visione più ampia di sviluppo. Il progetto Unesco punta infatti a coniugare tutela ambientale e attività economiche, dalle saline al porto, in un equilibrio che potrebbe portare visibilità internazionale, sostenibilità e nuove opportunità per il territorio. Ma il messaggio che arriva dal sistema portuale è chiaro: il futuro non può essere deciso senza il porto. Perché, come sottolineato, qui non si parla solo di ambiente, ma anche di lavoro, economia e prospettive per l’intera comunità.

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