In un momento di forti tensioni tra il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida e l’imprenditore Valerio Antonini, il deputato regionale del Partito Democratico Dario Safina rompe il silenzio e invita entrambe le parti a riportare il confronto su binari istituzionali.
«Fino ad ora – afferma – ho scelto di non intervenire, confidando nella capacità di dialogo. Ma da cittadino e da sportivo sento oggi il dovere di richiamare tutti a un confronto serio, evitando personalismi e sovrapposizioni di ruoli».
La proposta di Safina è chiara: costituire un tavolo tecnico che coinvolga i dirigenti comunali e i tecnici delle realtà imprenditoriali, per risolvere le questioni ancora aperte con metodo, rispetto delle norme e trasparenza. «Se davvero c’è volontà da entrambe le parti – sottolinea – allora non ci sono alternative: è solo nel dialogo tra i professionisti che si possono superare le attuali criticità».
Il deputato regionale ricorda che l’amministrazione comunale, alla quale riconferma il suo sostegno politico, ha mostrato negli ultimi anni apertura verso i progetti sportivi proposti dalla SportInvest, a partire dalla concessione del PalaShark e fino alla valorizzazione di Trapani Calcio e Trapani Shark. «È un impegno concreto – afferma – confermato da atti pubblici e dichiarazioni inequivocabili».
Allo stesso modo, Safina riconosce nell’imprenditore Antonini una volontà costruttiva di proseguire nel proprio percorso di investimenti sportivi in città. Tuttavia, precisa, non basta la disponibilità politica o imprenditoriale se non si rispettano i passaggi tecnici e amministrativi previsti dalla legge. «Le problematiche emerse non sono più di natura politica – puntualizza – ma rientrano a pieno titolo nella sfera delle competenze tecniche e dirigenziali. Per questo serve chiarezza, non scontro».
Infine, l’appello alla responsabilità. «Trapani – conclude Safina – ha bisogno di visione, di investimenti e di sport come strumento di sviluppo. Le soluzioni si trovano se c’è davvero la volontà. Ma occorre fermare subito il cortocircuito delle polemiche e rimettere al centro le istituzioni e la città».

















