Il presidente del Consiglio Comunale di Erice Ruggero Messina ha risposto con fermezza alle accuse mosse da otto consiglieri comunali, che hanno presentato una mozione di sfiducia nei suoi confronti.
Messina ha dichiarato: “Difenderò il ruolo e la dignità delle istituzioni”. La mozione, firmata da Simona Mannina, Vincenzo Maltese, Michele Cavarretta, Assunta Aiello, Piero Spina, Sofia Mazzeo, Vincenzo Favara e Alberto Pollari, ha aperto una crisi istituzionale che potrebbe influenzare gli equilibri politici dell’amministrazione guidata dalla sindaca Daniela Toscano.
Messina ha sottolineato che le affermazioni contenute nella mozione sono “gravemente lesive della mia immagine personale e istituzionale” e che non corrispondono alla realtà dei lavori consiliari. Ha evidenziato che le sedute del Consiglio Comunale sono pubbliche e registrate, e che saranno gli atti ufficiali a permettere una valutazione obiettiva del suo operato.
Il presidente afferma di aver sempre esercitato le sue funzioni nel rispetto dello Statuto e dei principi di imparzialità, garantendo a tutti i consiglieri il diritto di intervenire e confrontarsi democraticamente. “Respingo con decisione ogni tentativo di trasformare il ruolo del Presidente del Consiglio Comunale in un terreno di scontro politico”, ha aggiunto Messina, esprimendo la sua volontà di affrontare i prossimi passaggi con serenità e rispetto per l’Aula.
La mozione di sfiducia rappresenta il culmine di una crescente tensione politica, con i firmatari che sostengono di aver cercato un dialogo costruttivo con Messina, senza però ottenere risultati. “Abbiamo sempre trovato davanti a noi la totale sordità politica del Presidente”, hanno dichiarato. L’esito della votazione sarà cruciale non solo per il futuro della Presidenza del Consiglio, ma anche per la stabilità della maggioranza che sostiene la sindaca Toscano.

















