Ritardi nei referti istologici all’Asp di Trapani, gli ispettori regionali: “Gravi criticità”

Mentre ha preso il via dall’ospedale “Sant’Antonio Abate” di Trapani l’ispezione voluta dal Ministero della Salute dopo lo scandalo dei ritardi negli esami istologici all’Asp, emergono particolari sul contenuto delle verifiche disposte dall’assessora regionale alla Salute Daniela Faraoni.

La relazione degli ispettori ha fatto emergere gravi inefficienze nel servizio di Anatomia Patologica dell’Asp di Trapani con pazienti costretti ad attendere mesi per i referti, carichi di lavoro ridotti per i medici e conseguenti ritardi nella diagnosi di circa 170 casi di tumore.

Il dato più sconcertante riguarda i medici in servizio: il numero di diagnosi effettuate dai dirigenti è risultato nettamente inferiore agli standard previsti dalla Siapec (Società Italiana di Anatomia Patologica e Citologia Diagnostica), che richiede almeno 2.500 diagnosi annue per ogni medico specialista.

Secondo la relazione ispettiva, nel 2023 e nel 2024, i dirigenti dell’Asp di Trapani hanno eseguito tra 500 e 1.700 diagnosi all’anno, ben al di sotto del target richiesto. Gli ispettori hanno sottolineato l’evidente sottodimensionamento dei carichi di lavoro, segnalando un’organizzazione interna inefficiente che ha contribuito ai ritardi nella refertazione e nel trattamento tempestivo dei pazienti oncologici.

La relazione ispettiva evidenzia come l’accumulo di esami in sospeso, e il conseguente ritardo nelle diagnosi oncologiche, ha compromesso le tempistiche delle cure per decine di pazienti. Tra le otto contestazioni mosse alla Direzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale, il punto più grave è proprio quello sull’inadeguatezza della tempistica di refertazione.

Gli ispettori si soffermano inoltre sull’allarme lanciato da Croce rispetto ai ritardi negli esami istologici con una lettera inviata all’Assessorato alla Salute e al dipartimento Pianificazione strategica il 18 luglio 2024. Secondo gli ispettori dell’Assessorato giunti in via Mazzini, il direttore avrebbe sì rappresentato la gravità della situazione ma chiedendo “soltanto” l’ok ad affidare all’esterno il servizio.

La vicenda è emersa pubblicamente in seguito a un’interrogazione parlamentare presentata lo scorso 15 gennaio 202 dall’onorevole Giorgio Mulè, che ha denunciato il caso di Maria Cristina Gallo, un’insegnante di Mazara del Vallo che ha dovuto attendere otto mesi per ottenere il risultato del suo esame istologico dopo un’isterectomia. Nel frattempo, la patologia è progredita fino a diventare un tumore al quarto stadio.

Dopo la denuncia, la Procura di Marsala ha aperto un’indagine, mentre il presidente della Regione Renato Schifani ha dichiarato che fatti del genere non potranno più essere tollerati in Sicilia.

Secondo gli ispettori regionali, la Direzione strategica dell’Asp trapanese era a conoscenza del problema già da ottobre 2023, durante il mandato della direttrice sanitaria Maria Grazia Furnari, oggi a Policlinico di Palermo, e del commissario straordinario Vincenzo Spera.

Furnari ha confermato di aver ricevuto segnalazioni sui ritardi nella refertazione già a fine settembre 2023 e di aver dato disposizioni immediate per risolvere il problema.
Il 16 gennaio 2024, inoltre, Furnari aveva firmato una disposizione per accorpare le unità operative di Anatomia Patologica di Castelvetrano e Trapani, ritenendo insostenibile mantenere due strutture separate a fronte della carenza di personale, ma la misura non è stata applicata.

Nel febbraio 2024 la gestione è passata a Ferdinando Croce, prima come commissario straordinario e poi, nel settembre dello stesso anno, come direttore generale. Croce ha riferito di essere venuto a conoscenza dei ritardi solo nel luglio 2024 da una nota del direttore dell’Unità operativa complessa di Anatomia patologica dell’ospedale di Trapani Domenico Messina e di essersi attivato con convenzioni esterne per smaltire l’arretrato.

Gli ispettori sottolineano che fino a settembre 2024 l’Asp non ha avuto un direttore sanitario aziendale, elemento che avrebbe ulteriormente aggravato la situazione gestionale. Inoltre, durante la visita ispettiva dello scorso 3 marzo, non è stata fornita alcuna evidenza di linee guida o procedure adottate dal servizio di Anatomia Patologica per rispettare le direttive del Ministero della Salute del 2015.

L’indagine ha anche confrontato i tempi medi di refertazione degli esami istologici in Sicilia. Nella maggior parte delle strutture sanitarie regionali, il tempo di attesa per un esame è compreso tra 10 e 20 giorni lavorativi, mentre all’Asp di Trapani si è arrivati fino a otto mesi.

Un dato che si scontra con quanto avvenuto nel recente passato. Nel 2020, ad esempio, un paziente dell’ospedale di Castelvetrano ottenne un referto istologico in sole 24 ore, nonostante le difficoltà legate alla pandemia di Covid-19. Quel paziente era Andrea Bonafede, alias Matteo Messina Denaro, il boss mafioso allora latitante, che sotto falsa identità si sottoponeva a cure oncologiche.

Ora la posizione di Ferdinando Croce appare a rischio. Se il precedente dell’ospedale “Villa Sofia” a Palermo – con le dimissioni forzate del direttore sanitario e del manager dopo la morte di un paziente – sarà seguito, anche per il direttore dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani si potrebbe profilare la rimozione o, quantomeno, un provvedimento disciplinare come la ospensione tra i 60 e i 90 giorni. La decisione finale spetta al presidente della Regione, Renato Schifani.

Rispetto alle osservazioni contenute nella relazione degli ispettori regionali, il direttore generata Croce sta preparando le proprie controdeduzioni assieme al suo staff.

Intanto, tra il personale sanitario dell’ASP si è diffusa una petizione online per sostenere il direttore generale, raccogliendo oltre 1.300 firme in poche ore. Un segnale in quello che è diventato non solo un caso sanitario eclatante ma anche un fronte di scontro politico.

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