Rifiuti radioattivi nel Trapanese, manifestazione a Segesta

Presenti esponenti della politica regionale, sindaci, associazioni

Con una catena umana intorno al tempio di Segesta, questa mattina il territorio trapanese ha detto ancora una volta NO alla realizzazione del deposito nazionale di rifiuti radioattivi che potrebbe interessare due siti individuati dalle Autorità nazionali competenti nei comuni di Trapani e Calatafimi.

Alla manifestazione, indetta dal “Comitato mai depositi radioattivi in provincia di Trapani”, erano presenti, oltre al sindaco di Calatafimi, diversi altri primi cittadini e rappresentanti delle Amministrazioni comunali del Trapanese, tra cui i sindaci di Trapani, Erice, Misiliscemi, e del Palermitano, rappresentanti di associazioni di categoria, alcuni deputati regionali del territorio, ma anche operatori del comparto turistico e semplici cittadini.

Critico il sindaco di Calatafimi Segesta, Francesco Gruppuso, sul “silenzio” del governo regionale: “È  stato ufficialmente invitato e ad oggi non si è ancora espresso contro l’ipotesi della costruzione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi in provincia di Trapani, a differenza del precedente governo Musumeci che ha collaborato con il Comitato ed i sindaci nella predisposizione delle osservazioni tecnico/scientifiche contro la realizzazione del progetto in territorio trapanese poiché non idoneo”.

“Faremo sentire a Roma la nostra voce – conclude Gruppuso – e il fermo dissenso a questa ipotesi disastrosa per il nostro territorio che ha ben altre vocazioni di tipo turistico, agroalimentare, culturale e ogni tipo di eccellenza”.

Sulla questione la deputata regionale trapanese Cristina Ciminnisi ha rilasciato le sue dichiarazioni: “Come MoVimento 5 Stelle Sicilia, torniamo a chiedere che l’ARS approvi la nostra mozione per scongiurare il rischio che Trapani o Calatafimi, oggi individuati come siti idonei in Sicilia, vengano scelti per la costruzione del deposito”. Già nel dicembre scorso la parlamentare aveva depositato una mozione che impegna il governo regionale ad opporsi fermamente all’individuazione di tale territorio come deposito di scorie nucleari.

“Si tratta di un disegno scellerato e contro il territorio – sottolinea Ciminnisi – contro un territorio che vive di agricoltura e turismo, baciato naturalmente da una storia millenaria come dimostra questo tempio, le bellezze paesaggistiche e eccellenze gastronomiche famose in tutto il mondo. La Sicilia e Trapani non saranno la pattumiera d’Italia”.

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