«La Sicilia merita politiche ambientali all’avanguardia, non un ritorno al passato con impianti inquinanti, mascherati da falsa innovazione. Proprio in questi giorni sull’inceneritore di Roma, apprendiamo dalla stampa, sono arrivate nuove perplessità, dall’Ue che ha evidenziato molte criticità sull’impianto, tra cui l’impatto ambientale significativo e preoccupazioni sull’emissione di Co2 e sui danni alla salute umana».
Così i deputati M5S all’Ars Cristina Ciminnisi, Jose Marano e Adriano Varrica, componenti della Commissione Ambiente, commentano con durezza l’ennesimo annuncio – spot pronunciato in video dal Presidente Renato Schifani, e diffuso sui social, sulla realizzazione di due termovalorizzatori a Palermo e Catania.
«Chiamarli “termovalorizzatori” – dicono – è un eufemismo per nascondere la realtà: si tratta di inceneritori, tecnologia superata e dannosa, che l’Europa sta abbandonando in favore del riciclo e dell’economia circolare. Mentre gli altri Paesi investono su riduzione dei rifiuti e riuso, la Sicilia spende 800 milioni di euro per impianti che, nel 2030, saranno già fuori legge rispetto agli obiettivi Ue di riduzione delle emissioni climalteranti».
«Altro che decisione strategica per il futuro – concludono i deputati –, gli inceneritori sono un enorme passo indietro, in barba persino al confronto parlamentare, bypassato dal presidente in deroga alle previsioni della legge 9/2010. Il M5S continuerà a battersi per una Sicilia libera dai veleni, a fianco di tutte quelle associazioni che, con i loro ricorsi, in questi mesi, si stanno battendo per fermare questa follia».
Nei giorni scorsi il presidente Schifani aveva sottolineato come la Sicilia spendesse «oltre 100 milioni di euro all’anno per portare i rifiuti all’estero, dove vengono inceneriti. Una situazione che non possiamo più accettare. Dobbiamo trasformare la difficoltà in un’opportunità e i termovalorizzatori rappresentano la soluzione più avanzata e sostenibile».
«Questi impianti di ultima generazione – aveva proseguito Schifani – avranno un impatto ambientale pari a zero e garantiranno la massima sicurezza per i cittadini».
Il governo regionale ha scelto Invitalia come partner tecnico e ha già firmato il protocollo di vigilanza con l’Autorità nazionale anticorruzione. Nelle prossime settimane sarà pubblicato il bando per la redazione dei progetti di fattibilità: entro settembre 2026 è previsto l’inizio dei lavori che dureranno diciotto mesi.
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