Con la decisione del Collegio di Garanzia dello Sport del Coni di rigettare il ricorso del Trapani Shark, confermando quindi la sanzione dei 4 punti di penalizzazione da scontare nella prossima stagione di Serie A, si chiude, almeno dal punto di vista della Giustizia sportiva, la nota vicenda legata ai crediti di imposta.
La Trapani sportiva ne esce con le ossa rotte: 8 punti di penalizzazione alla squadra di calcio e altri 4 al basket, un handicap che potrà costare caro o essere assorbito facilmente, questo lo scopriremo più avanti. La materia è molto tecnica e vedremo gli sviluppi: oltre tutto, per un pelo, Trapani non s’è vista penalizzata nella stagione in corso, circostanza che l’avrebbe costretta ad entrare nei play-off da una posizione di rincalzo.
Coach Repeša, nel tentativo di alleggerire le responsabilità della sua squadra nella netta sconfitta in semifinale, aveva un po’ tirato in ballo la penalizzazione, allora già decisa in prima istanza: della serie non si può concedere ad una società che ha commesso una specie di illecito di andare in finale. Da qui la narrazione sugli arbitraggi contrari.
Ovvio non ci credesse lui per primo, a questa giustificazione: troppo grande l’esperienza per cascare nella retorica del vittimismo che ha avvolto tutto l’ambiente cestistico trapanese, ormai pienamente calato nelle argomentazioni del presidente, ovvero individuare un nemico al giorno aiuta a vivere meglio.
Chiuso questo capitolo, resta aperto quello riguardante la costruzione della nuova squadra. Persi i due migliori giocatori della scorso campionato (Robinson e Horton), lasciati andare altri giudicati evidentemente insufficienti (Galloway in primo luogo, poi Yeboah e Brown), salutate le prevedibili partenze di Gentile e Mollura e in attesa di trovare squadra a Pleiss, si dovrà di nuovo partire dai pressi dello zero per mettere insieme una squadra che dovrà ripetere una stagione straordinaria e in più misurarsi in una coppa europea nella quale non vorrà certo fare da comparsa.
Una parte della strada è stata percorsa, con l’ingaggio dell’ottimo Ford ex Trento e delle due scommesse Allen (bene l’ultimo anno, ma in Belgio) e Arcidiacono, che giocherà da straniero e che è stato a suo tempo un super, ma che ha avuto stagioni così cosi e varca l’oceano a 31 anni. Avrà motivazioni forti, e questo l’aiuterà.
Resta da fare tutto il resto: un altro ingaggio a chiudere il reparto dei piccoli (Valentine?) e poi resterebbe da lavorare sui lunghi, a dar man forte ad Alibegovic ed Eboua. Dal calibro di queste ultime scelte si valuteranno le potenzialità di Trapani. La sensazione, però, è che malgrado i ricchi contratti promessi, non si sgomiti per venire a giocare a Trapani.
Repesa, che deve ancora individuare il suo vice, avrà un gran lavoro da svolgere, ma c’è abituato. Curiosità, infine, sulla campagna abbonamenti: il 20 per cento d’aumento non è stato un gesto tenero nei confronti dei portafogli trapanesi, lo testimonia anche il rapido passo indietro sugli sconti agli over 65.
Insomma, tanta roba. Vediamo che succede.

















