Rettifica o fusione tra Trapani ed Erice, l’analisi sul sistema idrico

Parla Roberto D’Asaro, ingegnere presso l’Ente Acquedotti Siciliani, esperto conoscitore del sistema idrico ericino

Acqua bene pubblico: ma cosa accadrebbe se le reti di Trapani ed Erice si unissero? La possibile fusione o rettifica dei confini tra il Comune di Trapani e quello di Erice ha generato tante discussioni, suoi fronti più disparati.

Il Comitato per la rettifica dei confini ha realizzato uno studio sul tema del servizio idrico. “La rete idrica Ericina – spiega Roberto D’Asaro, ingegnere presso l’Ente Acquedotti Siciliani, esperto conoscitore del sistema idrico ericino – è costituita da 6 sottoreti distinte sia per punti di approvvigionamento dal sovrambito, sia per settori territoriali serviti e infrastrutture di accumulo disponibili (serbatoi). Nel dettaglio, l’acqua è fornita dal sovrambito mediante contatori alcuni fiscali installati sul territorio Comunale ericino. Sebbene i contatori siano circa 15, il 95% circa della risorsa è fornita da sei punti di misura”.

Il servizio idrico cittadino di Trapani, invece, si basa sulla della captazione, adduzione e distribuzione dell’acqua potabile emunta di pozzi del Sistema idrico Bresciana, dai pozzi di Inici e dal Pozzo Madonna; altra fonte disponibile ma utilizzata in modo incostante è l’acqua del sistema Montescuro che è gestita dal Siciliacque (Società a partecipazione Regionale) e viene acquistata in occasione di crisi oppure quando in estate le falde si deprimono diminuendo così l’apporto idrico necessario. L’erogazione nel territorio è affidata tre reti: due nelle frazioni a maglia aperta (sud ed est) ed una in città a maglie chiuse.

Secondo D’Asaro, “La zona maggiormente critica dal punto di vista della distribuzione è probabilmente quella a valle del serbatoio Raganzili. L’intera sottozona era anticamente connessa, dal punto di vista idraulico, alla rete del Comune di Trapani. Circa 18/20 anni fa – spiega il tecnico – , sono stati effettuati rilevanti lavori manutentivi, nel tentativo di separare idraulicamente i flussi di acqua provenienti dall’Eas rispetto a quelli provenienti dal Comune di Trapani. Nonostante ingenti investimenti di natura economica, la completa separazione dei due flussi idraulici è stata completata solo dopo molti anni dall’inizio dei lavori. In atto, non so se sono stati effettuati lavori che abbiano potuto compromettere l’isolamento idraulico delle due sottoreti (spero di no, ma non è possibile escluderlo)”. In definitiva: “eventuali possibili “passaggi” tra le singole sottoreti, sebbene gestionalmente quasi sempre possibili, risultano a mio avviso auspicabili solo ed esclusivamente nel caso in cui i soggetti fruitori risultano essere contigui”.

Osservando anche gli altri Comuni del comprensorio, il responsabile dell’area giuridica del Comitato per la rettifica dei confini, Vincenzo Maltese, ha chiesto a Roberto D’Asaro se secondo lui se ci fosse una medesima amministrazione tra Erice e Valderice questo problema per Pizzolungo si risolverebbe. La risposta è diretta: “In buona sostanza sì”. Identico ragionamento se viene ipotizzata l’unione tra Erice (Vetta con le frazioni rurali, senza le frazioni a valle) con Valderice e Buseto.