Tante le reazioni dopo l’importante affermazione del “NO” alla riforma costituzionale sulla giustizia voluta dal governo Meloni e bocciata dagli italiani con il 53,7% dei voti.
Per il segretario regionale del Partito Democratico Anthony Emanuele Barbagallo, “siamo di fronte ad un risultato schiacciante del NO, ben oltre qualunque previsione. In alcune realtà siciliane i voti per il No sono il doppio rispetto al Si e complessivamente il dato percentuale siciliano è in linea con quello nazionale. È il frutto di una grande mobilitazione che ci ha visto in prima linea, pancia terra, con oltre 100 appuntamenti in ogni angolo della Sicilia. Ma soprattutto questo è un avviso di sfratto a Renato Renato Schifani, al suo governo e al centrodestra. Sono stati travolti da scandali di ogni tipo, in particolare quelli giudiziari e speravano nell’impunità, stravolgendo la Costituzione per colpire la magistratura. Gli è andata male, anzi malissimo”.
Per l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci, “la straripante vittoria del no al referendum sulla giustizia è un messaggio chiaro in difesa della legalità e della Costituzione italiana. Negli ultimi due mesi ho girato l’Italia in lungo e in largo, ho incontrato tanti cittadine e cittadini che insieme a me si sono impegnati per dire no a questa ingiusta riforma. Da questa esperienza viene fuori, in maniera nitida, che la parola speranza può albergare nei cuori di tutti. Questa è la più bella vittoria. Esprimo, inoltre, grande soddisfazione per l’esito del voto in Sicilia e Sardegna dove il no ha trionfato con un grande distacco in tutte le province a dimostrazione che la legalità è percepita dai siciliani e dai sardi come un valore assoluto. Adesso pronti ad approvare giovedì in seduta plenaria l’obbligatorietà dell’abuso d’ufficio previsto nella direttiva anticorruzione. Per funzionare al meglio la giustizia ha bisogno di questo provvedimento che rafforza la legalità”.
Per il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle in Sicilia Nuccio Di Paola “hanno provato a smontare la Costituzione per interessi di bassa bottega, gettando fumo negli occhi dei cittadini, avvelenando i pozzi della corretta informazione e gli è andata male, malissimo. Oggi vincono le ragioni dei Padri costituenti e dei semplici cittadini. Da tutta Italia e dalla Sicilia in particolare arriva un sonoro schiaffo all’arroganza delle destre che ci hanno messo la faccia, perdendola irrimediabilmente. I nettissimi numeri siciliani bocciano non solo una pessima riforma ma anche il governo Schifani, incapace, improduttivo, inutile e dannoso. Ringraziamo i cittadini che hanno capito l’importanza della posta in gioco che il presidente Conte, il M5S e il M5S Sicilia hanno sottolineato in tutti i modi e in tutte le sedi anche con grandi mobilitazioni in lungo e largo per la Sicilia. Da qui parte il conto alla rovescia per lo sfratto di Schifani e dei partiti che lo sostengono”
Per il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo, “innanzitutto, ciò che balza immediatamente agli occhi è l’altissima percentuale di italiani che ha deciso di andare a votare, quasi il 60 per cento, come se si trattasse di una votazione politica. A nulla, quindi, sono valsi gli sforzi della premier Meloni di non voler politicizzare questo voto. Gli italiani, quando sanno di poter contare, vanno volentieri alle urne. E questo dovrebbe aprire una riflessione più generale sulla necessità e l’urgenza di ridare al popolo la facoltà di scegliere da chi farsi rappresentare e non dover accettare passivamente i desiderata delle segreterie dei partiti. La via maestra è la riforma elettorale con la reintroduzione delle preferenze e del proporzionale, come avviene per le elezioni europee. La vittoria del NO al referendum è stato quindi un chiaro segnale al governo, di cui Meloni, Tajani e Salvini dovrebbero prendere atto. La Meloni ha dato prova di non convincere più la Nazione. Quando alle parole non seguono i fatti, si perde in credibilità. E questo è sotto gli occhi di tutti”.
Per la presidente provinciale del Partito Democratico Valentina Villabuona “la Costituzione non si tocca. È questo il messaggio chiaro e netto che gli italiani hanno mandato al Governo. Un risultato molto importante, che vede la provincia di Trapani sfiorare il 60%, con il No vincente in tutti i Comuni, tranne Campobello di Mazara. Nei prossimi giorni sarà necessario analizzare fino in fondo questo voto ed essere capaci di parlare a tutte e tutti coloro che si sono recati alle urne, per costruire un’alternativa credibile a questo Governo di destra che guida il Paese e la Sicilia. Un grande grazie alla CGIL, che ancora una volta ha rappresentato il collante tra partiti, associazioni e semplici cittadini, unendo chi ha colto il pericolo di una riforma sbagliata, che non avrebbe reso la giustizia migliore, ma più debole”.
La segretaria provinciale del Partito Democratico di Trapani Valeria Battaglia “esprime soddisfazione per l’esito del referendum in provincia, dove il NO ha raggiunto una media significativa del 59%, confermando una chiara presa di posizione da parte delle cittadine e dei cittadini. Si tratta di un risultato importante, che dimostra come il nostro territorio abbia scelto con consapevolezza di difendere i principi fondamentali della nostra Costituzione. La proposta oggetto del referendum rischiava, infatti, di indebolire un pilastro essenziale dello Stato di diritto: l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, garanzia imprescindibile di uguaglianza per tutte e tutti. Particolarmente significativo è stato anche il dato sull’affluenza che ha registrato una partecipazione ampia e superiore alle aspettative, segnando un ritorno importante al voto su un tema tecnico e apparentemente distante dalla vita quotidiana delle cittadine e dei cittadini. Un segnale chiaro di maturità democratica e di attenzione verso questioni che incidono profondamente sull’equilibrio istituzionale del Paese”.
















