Più di 3.300 percettori del Reddito di cittadinanza privi dei requisiti previsti dalla legge e oltre 43 milioni di euro percepiti indebitamente.
Sono i risultati dell’attività di controllo svolta dall’INPS in collaborazione con la Guardia di Finanza nell’ambito del protocollo finalizzato al contrasto delle frodi nel settore delle prestazioni assistenziali e previdenziali.
L’analisi, condotta a partire da gennaio 2025, ha consentito di individuare numerosi beneficiari che non avevano dichiarato situazioni incompatibili con l’accesso alla misura di sostegno economico, facendo emergere un quadro di irregolarità diffuse su scala nazionale.
Uno dei filoni principali delle verifiche ha riguardato cittadini che, al momento della richiesta del beneficio, avevano omesso di dichiarare lo stato detentivo o condanne penali per reati considerati ostativi all’erogazione del Reddito di cittadinanza. Grazie allo scambio di dati con il Ministero della Giustizia sono state individuate oltre 5.700 domande considerate a rischio. Di queste, 4.374 sono state segnalate ai reparti territoriali della Guardia di Finanza per ulteriori approfondimenti. Le verifiche già concluse hanno confermato irregolarità in oltre l’82% dei casi esaminati, facendo emergere una percezione indebita di oltre 8,7 milioni di euro.
Un secondo fronte d’indagine ha riguardato i percettori titolari di partite IVA, partecipazioni societarie o incarichi all’interno di aziende, condizioni ritenute potenzialmente incompatibili con la percezione del sussidio. In questo caso i controlli hanno consentito di accertare più di 2.600 posizioni irregolari, riconducibili soprattutto all’omessa comunicazione dell’attività imprenditoriale o delle cariche societarie ricoperte. Da questo secondo filone investigativo è emerso un danno economico superiore ai 36 milioni di euro, contribuendo in maniera determinante al totale delle somme indebitamente percepite.
Per tutti i soggetti coinvolti sono state avviate le procedure di revoca del beneficio e di recupero delle somme erogate. Nei casi in cui sono emersi profili di rilevanza penale, le posizioni sono state inoltre segnalate all’Autorità giudiziaria competente.
















