Proteste e sit-in: i lavoratori Fortè manifestano per strada. “Non pagati da marzo” [FOTO+VIDEO]

È protesta. I lavoratori della Meridi, facente capo alla catena di Hardiscount Fortè appartenenti all’unione Sindicale Italiana hanno aderito allo sciopero per rivendicare i propri diritti. I dipendenti, questa mattina, hanno effettuato un sit-in davanti il punto vendita di viale Regione Siciliana.

“L’azienda, che è sotto il controllo del Tribunale – spiega Pietro Campo, rappresentanza sindacale aziendale della Meridi srl aderenti alla sigla sindacale U.S.I. Unione Sindacale Italiana -, che ha provveduto a nominare i commissari il 9 gennaio, continua a retribuire i propri dipendenti irregolarmente infatti da quando è iniziata questa nuova gestione commissariale sono state pagate soltanto le mensilità relative al mese di gennaio 2020 (ovviamente dal giorno 9, quindi la mensilità è incompleta), il mese di febbraio 2020 e il mese di marzo 2020”.

Ma non sono solo questi i problemi. “La gestione commissariale – continua -, sotto gli occhi di tutti, si è rivelata fallimentare. L’utile inerente agli incassi in accordo con il partner commerciale non è sufficiente (nemmeno lontanamente) ad espletare le spese correnti che sono luce, affitti, paghe e contributi, con il conseguente incremento delle passività nei confronti dei dipendenti tutti. Il conseguente protrarsi delle scadenze delle mensilità, durante la sola gestione commissariale, hanno portato ad un elevatissimo numero di persone che è stata costretta a dimettersi per giusta causa e quindi ottenere la Naspi per sopravvivere visto che non erano pagati”.

In provincia i punti vendita sono a Trapani, Paceco, Valderice, Castellammare, Marsala, Strasatti, Salemi, Mazara, Campobello e Castelvetrano e i lavoratori sono una cinquantina.

Il problema sarebbe anche di sicurezza per Campo. “L’esiguo numero dei dipendenti rimasti – dichiara il sindacalista – non è nemmeno sufficiente per garantire il regolare corso di una giornata lavorativa, è di fatti noto ai Commissari che tutti i punti vendita a Trapani aprono ogni mattina con due unità per punto vendita (nella migliore delle ipotesi) aumentando esponenzialmente i rischi relativi a tutti i procedimenti atti a far lavorare ogni dipendente in sicurezza”.

Insomma un incubo senza fine per i lavoratori e le proteste non si placheranno finché non si troverà una soluzione. L’Unione Sindicale Italiana fa sapere di essere disponibile attraverso la convocazione di un tavolo tecnico per cercare di trovare soluzioni condivisa. Forse l’ultima speranza.