Falegname, carpentiere, fabbro: San Giuseppe è stato prima di tutto un lavoratore.
Una figura simbolo di dignità e impegno quotidiano che, dal 1955, accompagna anche la Festa del Primo maggio. Fu infatti papa Pio XII a istituire la memoria di San Giuseppe lavoratore, affiancando alla ricorrenza civile una dimensione spirituale, ancora oggi molto sentita.
Nel territorio trapanese, questa ricorrenza si traduce in momenti di fede ma anche di comunità, con programmi ricchi di appuntamenti religiosi e tradizionali.
A Custonaci, nella parrocchia di San Giuseppe Sperone, i festeggiamenti sono iniziati il 26 aprile e culmineranno proprio il Primo Maggio. Tra i momenti più significativi, la processione del simulacro per le vie cittadine prevista nel pomeriggio del 1° maggio, accompagnata da rulli di tamburi, seguita in serata dai giochi pirotecnici e dalla tradizionale “acchianata” del santo sull’altare maggiore. Nei giorni precedenti si alternano messe, rosari, spettacoli teatrali, esibizioni di scuole di ballo e momenti comunitari come “u mmitu a San Giuseppe”, con la condivisione di pietanze e pani votivi.
Anche ad Alcamo, nella parrocchia di San Giuseppe, il programma coinvolge la comunità dal 22 aprile fino al Primo Maggio. Le celebrazioni comprendono rosari, messe solenni con la partecipazione del vescovo di Trapani e momenti di preghiera comunitaria. Il giorno della festa, il 1° maggio, si terranno diverse celebrazioni eucaristiche durante la giornata, seguite nel pomeriggio dalla processione per le vie del quartiere, attraversando le principali strade cittadine in un clima di devozione e partecipazione.
Le iniziative confermano come la figura di San Giuseppe continui a rappresentare un punto di riferimento non solo religioso ma anche sociale. Il lavoro, nella sua dimensione più autentica, viene celebrato come valore umano universale, capace di unire generazioni e comunità.

















