Altro che “Liberiamo il desiderio”! Sarebbe il caso di dire invece, “Scateniamo le polemiche”!
Il Pride di Palermo, che si è tenuto Sabato 20 giugno 2026, ha scatenato un acceso dibattito tra le forze politiche locali. Da un lato, Raoul Russo, senatore di Fratelli d’Italia, ha espresso forti critiche nei confronti della manifestazione poiché sostiene che si sia trasformata in un evento politico piuttosto che una semplice rivendicazione di diritti. “Le immagini di persone in perizoma e parrucca non rappresentano il modo migliore per rivendicare diritti”, ha dichiarato Russo che ha anche sottolineato come i comitati promotori siano schierati a sinistra e non accettino leggi democraticamente approvate.
Russo ha anche affermato che il sindaco Lagalla non avrebbe dovuto concedere il patrocinio al Pride, poiché la manifestazione, a suo avviso, si è allontanata dalla sua missione originale di tutela dei diritti. “È necessario distinguere tra chi rivendica diritti e chi attacca le istituzioni”, ha aggiunto, ribadendo che la legge sul reato universale di maternità surrogata non sarà cancellata.
Dall’altro lato, Valentina Chinnici, vicesegretaria del Pd Sicilia, ha partecipato attivamente al Pride e per questo ha affermato che “c’è bisogno del Pride ogni giorno”. Chinnici ha evidenziato come la manifestazione non sia solo una festa, ma una battaglia quotidiana contro le discriminazioni e le violenze. “Assistiamo all’espansione di una destra estrema, e il Pd rivendica con forza la difesa dei diritti”, ha dichiarato. Per la Chinnici è molto importante continuare a lottare per i diritti di chi subisce ancora violenze e aggressioni.
Il contrasto tra le due posizioni mette in luce le tensioni politiche attuali e la necessità di un dialogo costruttivo per affrontare le questioni legate ai diritti civili in Sicilia.


















