La povertà non è soltanto mancanza di reddito, ma anche esclusione, solitudine e negazione dei diritti fondamentali. Nella Giornata mondiale contro la povertà, la Cisl Sicilia richiama l’attenzione su un fenomeno che nell’Isola assume sempre più i contorni di un’emergenza sociale diffusa.
Ogni giorno, sottolinea il sindacato, c’è chi fatica a mettere insieme il necessario per vivere, chi non riesce ad affrontare una spesa imprevista, chi si sente schiacciato dall’incertezza del futuro. Bambini senza pari opportunità, giovani senza prospettive, anziani soli, malati che lottano non solo contro la malattia ma anche contro le carenze della Sanità pubblica: ci sono vite dietro le statistiche.
“In questa regione – ha dichiarato il segretario generale della Cisl Sicilia, Leonardo La Piana – c’è una povertà consolidata, rispetto alla quale si fa ancora troppo poco e in modo non strutturato, e una nuova povertà, che riguarda chi si trova improvvisamente in difficoltà per spese impreviste. Esistono poi una povertà educativa e una povertà sociale, fatte di abbandono, dispersione scolastica, isolamento e mancanza di servizi essenziali che impediscono un’esistenza dignitosa.”
Tra le priorità indicate dalla Cisl c’è la necessità di rafforzare le infrastrutture sociali – scuole, presidi sanitari, spazi comunitari, servizi educativi – rendendole realmente funzionanti, diffuse e accessibili.
Di questi temi La Piana ha discusso con il presidente della Conferenza Episcopale Siciliana, monsignor Antonino Raspanti, vescovo di Acireale.
“Per la Cisl Sicilia – ha aggiunto La Piana – il ruolo della Chiesa non è sostitutivo, ma complementare e sinergico: un presidio umano, sociale e spirituale che aiuta a ricostruire legami, restituire dignità e promuovere giustizia sociale. Nel dialogo si può costruire una nuova alleanza per il bene comune, centrata sulla persona e sulla sua piena realizzazione.”
Il sindacato propone un nuovo patto sociale siciliano che riconosca le infrastrutture sociali, materiali e immateriali, come parte integrante delle politiche di coesione e sviluppo. “Serve un impegno condiviso – conclude La Piana – per trasformare la solidarietà in un progetto strutturale di crescita umana e territoriale, capace di sostenere famiglie, giovani, anziani e chi vive ai margini.”















