La stasi dei lavori di dragaggio del porto di Trapani e le incertezze sul prosieguo del progetto del waterfront sono tornati al centro del dibattito stamattina a margine dell’incontro per la presentazione del dossier per la candidatura di Trapani a Capitale del mare tenutasi a Palazzo Cavarretta.
Dopo la denuncia del capo dei piloti del porto Alessandro Ficara, è intervenuto il sindaco Giacomo Tranchida che ha auspicato un maggiore attivismo da parte dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, ente titolare delle aree e degli interventi portuali, chiedendo che vengano ricercate le condizioni necessarie per superare l’attuale situazione di impasse.
Il tema riguarda due partite considerate strategiche per lo sviluppo dello scalo trapanese: da una parte il completamento dell’escavazione dei fondali, dall’altra la prosecuzione del waterfront, progetto definito negli anni della Presidenza di Pasqualino Monti e sul quale, secondo quanto riferisce Tranchida, rimangono interrogativi relativi alla conferma pluriennale dei finanziamenti.
Il sindaco ha spiegato di essere ancora in attesa di risposte da parte di chi governa attualmente l’Autorità portuale e collega la sospensione del dragaggio anche alle indagini giudiziarie intervenute durante l’esecuzione dei lavori. Nel suo intervento Tranchida ha fatto riferimento alla vicenda relativa allo smaltimento dei fanghi durante le operazioni di escavazione dei fondali e ha sostenuto che anche nell’attuale situazione occorrerebbe distinguere il percorso delle indagini e dell’accertamento delle eventuali responsabilità dalla necessità di valutare se e come un’infrastruttura strategica possa tornare a essere utilizzata o un intervento possa proseguire.
Secondo Tranchida, gli accertamenti giudiziari devono seguire il proprio corso, ma ciò non dovrebbe impedire al soggetto titolare del bene di attivarsi presso l’Autorità giudiziaria per verificare l’esistenza delle condizioni che consentano di sbloccare i lavori.
Da qui la richiesta rivolta direttamente all’Autorità di Sistema Portuale: agire «con determinazione», pur nel pieno rispetto della Procura e delle indagini in corso, per cercare una soluzione che permetta di riprendere l’escavazione dei fondali. Tranchida ha precisato di non voler entrare nell’individuazione di eventuali responsabilità – che non compete al Comune – ma ritiene necessario evitare che la presenza di un procedimento giudiziario determini una paralisi prolungata dell’opera. «Chi è titolare del bene, in questo caso l’Autorità di Sistema portuale, dovrebbe prospettare alla Procura, senza abbassare la testa ma con il debito rispetto» la necessità di verificare la possibilità dello sblocco, è in sintesi la posizione espressa dal primo cittadino.
Ugualmente aperta resta la partita del waterfront. Tranchida ha affermato di non avere notizie sulla conferma dei finanziamenti destinati al progetto, lasciando quindi aperto l’interrogativo sul futuro di un piano che avrebbe dovuto contribuire alla trasformazione e alla riqualificazione dell’area portuale trapanese. La questione assume un peso ancora maggiore perché dragaggio e waterfront incidono direttamente sulle prospettive del porto e sulle attività economiche che vi ruotano attorno.
Tranchida ha sottolineato che la competenza e la gestione sono in capo all’Autorità di Sistema portuale, ma ha anche sostenuto che il Comune non debba limitarsi a osservare ciò che accade. La sua proposta è quella di accompagnare e sostenere istituzionalmente ogni iniziativa utile a superare gli ostacoli. Per il sindaco, tuttavia, il primo passo deve essere compiuto dall’Autorità portuale, perché è quest’ultima ad avere la titolarità e gli strumenti per intervenire direttamente sulla vicenda.
Il primo cittadino ha allargato il ragionamento al ruolo dello scalo trapanese all’interno del sistema portuale siciliano occidentale. «Noi riteniamo che tutti i porti siciliani abbiano pari dignità, pari importanza» e Trapani ha il diritto di chiedere maggiore attenzione per il proprio porto. Da qui il passaggio più esplicito del suo intervento: secondo il sindaco è «giusto pretendere che ci sia un po’ più di attivismo da parte dell’Autorità di sistema portuale».

















