Una città viva e attrattiva, capace di tutelare il diritto al riposo di residenti e visitatori senza penalizzare il tessuto economico che ruota attorno a turismo, ristorazione e intrattenimento. È questa la filosofia che dovrebbe ispirare il percorso verso l’approvazione del Piano di Classificazione Acustica di Trapani.
Le proposte di modifica alla bozza, resa nota dal Comune nelle scorse settimane, sono state presentate e illustrate nel corso dell’incontro pubblico svoltosi stamattina a Palazzo d’Alì al quale hanno partecipato esercenti, operatori economici e residenti.
Un confronto acceso in alcuni momenti, in una città che sta vivendo da settimane una fase delicata, segnata dagli effetti negativi dei lavori per il Bus Rapid Transit a servizio del centro storico.
L’avvocato Francesco Brillante, che rappresenta numerosi operatori del settore della somministrazione, della ristorazione e dell’intrattenimento, ha chiarito fin dall’inizio che le osservazioni non mettono in discussione la necessità di regolamentare il rumore né il diritto dei cittadini alla quiete.
Il documento è giunto solo oggi, oltre il termine in precedenza stabilito dall’amministrazione che, nello scorso mese di aprile, aveva aperto, come previsto dalla legge, alla possibilità da parte di tutti i portatori di interesse di presentare le proprie proposte.
Tra i punti principali sollevati c’è la richiesta di aggiornare la base dati utilizzata per la redazione del Piano. Secondo le osservazioni, la classificazione si fonderebbe infatti su cartografie e dati statistici ormai datati, non più rappresentativi della Trapani di oggi, profondamente cambiata sotto il profilo turistico e commerciale. Per questo viene chiesto di integrare lo studio con dati aggiornati relativi a flussi turistici, attività ricettive, esercizi commerciali, mobilità serale ed eventi cittadini.
Uno dei temi centrali riguarda la proposta di una mappatura acustica più articolata, capace di distinguere le diverse aree urbane. L’idea è quella di superare un sistema uniforme per tutta la città e individuare zone a vocazione turistica e di intrattenimento controllato, aree ordinarie e zone a tutela rafforzata in prossimità di scuole, ospedali, case di riposo e altri ricettori sensibili. Una differenziazione che, secondo i proponenti, consentirebbe di applicare regole più equilibrate e proporzionate ai diversi contesti urbani.
Particolare attenzione viene dedicata alla disciplina della movida. Le osservazioni contestano l’impostazione che tende ad assimilare situazioni molto diverse tra loro, come la musica di sottofondo di un wine bar e gli eventi musicali di maggiore impatto. Da qui la richiesta di introdurre procedure semplificate per le attività a basso impatto acustico e obblighi più stringenti soltanto per concerti, DJ set, karaoke ed eventi amplificati.
Un altro nodo riguarda il cosiddetto “rumore antropico”, ossia il rumore generato dalle persone che sostano o transitano nelle vie cittadine. Secondo il documento presentato, non sarebbe corretto attribuire automaticamente agli esercenti il parlato, gli assembramenti o il semplice passaggio dei turisti sulla pubblica via. La gestione di questi fenomeni, si sostiene, dovrebbe essere affrontata attraverso strumenti specifici di ordine pubblico e gestione urbana, evitando di scaricare responsabilità generalizzate sulle attività commerciali.
Tra le proposte figura anche l’istituzione di un calendario stagionale delle deroghe programmate, attraverso il quale il Comune potrebbe organizzare in modo coordinato gli eventi e l’intrattenimento cittadino, distribuendoli nelle diverse aree urbane per evitare concentrazioni eccessive. Collegata a questa idea c’è quella della creazione di una piattaforma digitale o di un’app ufficiale degli eventi, capace di informare cittadini e turisti, distribuire i flussi e valorizzare anche zone meno frequentate della città.
Il documento affronta anche il tema degli adeguamenti richiesti alle attività economiche. Limitatori acustici, relazioni fonometriche e opere di mitigazione rappresentano investimenti spesso significativi. Per questo viene proposto un periodo transitorio di almeno un anno per gli adempimenti documentali e di ventiquattro mesi per gli interventi strutturali, accompagnato da incentivi e agevolazioni per esercenti e residenti che investano in sistemi di isolamento e mitigazione acustica.
Nelle osservazioni si chiede anche che il Comune affronti in modo organico le 173 criticità acustiche individuate dallo stesso Piano, attraverso un cronoprogramma di interventi e un futuro Piano di risanamento acustico, evitando che problematiche strutturali della città si traducano in nuove limitazioni per le attività economiche.
Al termine dell’incontro il sindaco Giacomo Tranchida ha annunciato una proroga di quindici giorni per la presentazione di osservazioni. Un’apertura che consentirà a operatori economici, associazioni di categoria, tecnici e cittadini di contribuire al confronto.
I successivi passaggi saranno quelli della redazione della bozza definitiva del Piano di Classificazione Acustica – per la cui mancanza il Comune di Trapani è stato già bacchettato dal TAR – che dovrà contemperare quanto prescritto dalla normativa di settore con gli interessi, legittimi ma a volte contrapposti, di parti della cittadinanza. L’ultima parola spetterà, per la definitiva approvazione, al Consiglio comunale.
Qui sotto il documento integrale con le osservazioni presentate
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