Peschereccio sequestrato

MAZARA DEL VALLO – Trentamila euro per il rilascio del peschereccio “Flori”. Questa la somma richiesta dal governo tunisino agli armatori per il rilascio dell’imbarcazione attualmente trattenuta nel porto di Sfax. I fratelli Ingargiola, propietari del motopesca non intendono pagare l’ammenda perché affermano di avere le prove che il peschereccio, al momento del fermo, era in acque internazionali. Per i militari nordafricani, invece, i marittimo si trovano dentro il cosiddetto “mammellone”. La Capitaneria di porto di Mazara ha reso note le coordinate che indicano il punto nel quale è stato fermato il “Flori”. Il dato è oggettivo perché lo indicano i rilevatori satellitari ed il blue box di cui dispone il peschereccio.