Trapani, percorsi tattili in via Fardella: dubbi sulla qualità degli interventi

Da progetto innovativo, pensato per integrare tatto e audio e introdurre forme di multimedialità nell’assistenza ai disabili sensoriali, a simbolo di un’infrastruttura oggi segnata da evidenti criticità.

Realizzati nel 2022 dal Comune di Trapani grazie a un finanziamento pubblico di circa 340 mila euro, i percorsi tattili per non vedenti lungo via Fardella mostrano oggi evidenti segni di degrado. Crepe, avvallamenti e piastrelle sollevate emergono in diversi attraversamenti pedonali, aprendo interrogativi sulla qualità degli interventi e sulla loro effettiva durata nel tempo.

Già nel corso dello scorso anno erano stati annunciati interventi di rifacimento dei loges in diverse strade cittadine, con priorità a via Mazzini e via Crispi, dove i danni risultavano più evidenti. L’ex assessore ai Lavori Pubblici, Vincenzo Guaiana, aveva allora spiegato che le criticità erano legate anche all’altezza dei rialzi, ritenuta eccessiva e quindi più soggetta all’usura causata dal traffico pesante.

Sul punto, interpellato dalla redazione, l’ingegnere Orazio Amenta, dirigente del V Settore Lavori Pubblici del Comune di Trapani, ha precisato che non sono previsti interventi di manutenzione periodica specifici per i percorsi tattili. Gli interventi, come già avvenuto nel 2025, rientrano infatti nell’ambito delle risorse destinate alla manutenzione stradale complessiva della città, pari a circa 250 mila euro annui.

Nonostante tali interventi programmati, la situazione lungo via Fardella evidenzia ancora oggi criticità diffuse, riaccendendo il dibattito sull’efficacia delle soluzioni adottate e sulla necessità di una manutenzione più duratura.

I percorsi LOGES, sistema di guida tattile destinato a persone non vedenti e ipovedenti, erano stati progettati per migliorare l’accessibilità e la sicurezza lungo una delle principali arterie cittadine. Tuttavia, lo stato attuale delle superfici rischia di comprometterne proprio queste finalità, trasformando un’infrastruttura pensata per l’inclusione in un elemento di potenziale criticità.

In un contesto come quello di via Fardella, caratterizzato da un intenso flusso pedonale e commerciale, la presenza di percorsi tattili rappresenta un presidio fondamentale per l’autonomia delle persone con disabilità visiva. Proprio per questo, il deterioramento riscontrato in diversi punti desta crescente preoccupazione. In alcuni tratti, le mattonelle risultano sconnesse o danneggiate, rendendo difficoltoso – e in alcuni casi potenzialmente pericoloso – l’attraversamento, non solo per le persone non vedenti ma per l’intera utenza pedonale.

«Così com’è, rischia di trasformarsi in un ostacolo più che in un supporto», osserva un residente della zona, sintetizzando una percezione diffusa tra chi quotidianamente percorre quel tratto di strada.

Il deterioramento a distanza di pochi anni dalla realizzazione riporta inevitabilmente l’attenzione sulla qualità degli interventi e sulla necessità di una manutenzione costante. La resistenza dei materiali, le modalità di posa e la programmazione degli interventi successivi diventano elementi centrali per valutare l’efficacia complessiva dell’opera e la sua tenuta nel tempo.

Il caso dei percorsi tattili si inserisce in un contesto più ampio legato agli interventi realizzati negli ultimi anni lungo via Fardella, lavori che già in fase di esecuzione avevano alimentato discussioni tra cittadini e operatori commerciali. Oggi, però, il dibattito si sposta su un piano diverso: quello della durata e della qualità delle opere una volta concluse.

La realizzazione dei percorsi LOGES rappresenta, almeno nelle intenzioni, un passo importante verso una città più inclusiva. Tuttavia, il degrado riscontrato evidenzia come l’accessibilità urbana non possa esaurirsi nella sola realizzazione delle infrastrutture, ma richieda continuità nella manutenzione e nella gestione.

In una città come Trapani, dove il tema della fruibilità degli spazi pubblici è sempre più centrale, la situazione di via Fardella riporta al centro una questione concreta: garantire nel tempo infrastrutture realmente sicure, accessibili e funzionanti.

Resta così aperta una domanda che va oltre il singolo intervento: come trasformare le opere pubbliche in servizi capaci di durare nel tempo e rispondere realmente alle esigenze dei cittadini?

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