L’adesione di Salvatore Fileccia, consigliere di opposizione a Trapani, al movimento “Futuro” del presidente di SportInvest era scontato per tutti. Anche per Giuseppe Guaiana, capogruppo di “Amo Trapani”, cui Fileccia era appartenuto fino a ieri.
Adesione nell’aria quindi, ma sembra non annunciata preventivamente dall’interessato ai propri compagni di viaggio.
Guaiana ha in ogni modo, reagito con eleganza, anche se si è allontanato dall’aula immediatamente dopo il proprio intervento, in risposta all’abbandono di Fileccia ormai fuori dai ranghi di “Amo Trapani”.
Lo abbiamo intervistato durante una breve pausa, a margine del Consiglio Comunale.
Consigliere Guaiana, vorrebbe commentare con noi il passaggio di Daidone, Tumbarello e Fileccia a “Futuro”, in una maniera meno democristiana possibile?
Sono certo che il consigliere Fileccia abbia contribuito alla crescita del nostro movimento politico, “Amo Trapani”, nonostante sia stata una breve parentesi. Mi auguro grandi fortune per lui all’interno del movimento di Valerio Antonini, sono certo che la sua posizione nei confronti di questa amministrazione rimarrà invariata e che tutti insieme lotteremo per una Trapani migliore.
Visto che ormai parliamo in “tempi verbali” più che politici, che cosa farà Peppe Guaiana e Trapani in un “futuro”?
Con il mio gruppo politico stiamo lavorando già proiettati in avanti, ad un progetto ambizioso di rilancio della città di Trapani. Poi vedremo cosa succederà.
Questo progetto prevede un’interlocuzione con l’imprenditore romano?
Tutte le forze che vogliono la crescita per questa città sono bene accette, ma prima di parlare di nomi bisogna parlare di programmi, perché i programmi sono quelli che vorrebbero costruire una città migliore e sono quelli che devono essere apprezzati dai cittadini, poi successivamente parleremo di candidati.
In questi mesi di accesissima opposizione da parte di Tore Fileccia, come ha interpretato e valutato – dal punto di vista politico ma anche umano – il modus operandi è di porsi di Fileccia, decisamente mutuato dal linguaggio antoniniano: lo ha sempre apprezzato e condiviso?
L’ho apprezzato senz’altro, è un modo di fare politica che comunque sui social funziona. Fileccia utilizza un linguaggio che ai cittadini di Trapani piace: ma le parole restano fini a se stesse, dobbiamo parlare di realtà e di programmi, perché oggi sparare sull’attuale amministrazione è molto semplice, la città non vuole Giacomo Tranchida. Il problema reale è quello di costruire un programma e creare l’alternativa valida che possa rilanciare questa città.
Quindi Peppe Guaiana condivide la “consegna” da parte delle altre forze politiche chiesta dal “cittadino onorario” il 4 luglio?
No, noi non abbiamo da consegnarci ad alcuno. Noi abbiamo un movimento politico che è in opposizione a questa attuale amministrazione, non abbiamo prescrizioni mediche nei confronti di eventuali candidature o altro, non facciamo fughe in avanti e, soprattutto, prima di parlare di eventuali nominativi bisogna valutare i progetti per il rilancio della città di Trapani.
Lei è un uomo di centrodestra. Un centrodestra che tenta di ricompattarsi, dalle prove tecniche su Marsala. E a Trapani?
Sono certo che il centrodestra andrà avanti e sicuramente anche il movimento “futuro” sarà assieme a noi per il rilancio della città. Ma ancora ritengo prematuro fare previsioni.
I cosiddetti “amici di Turano” e l’on. Mimmo Turano – croce delizia di questa amministrazione – sono stati anche al centro della querelle interna del partito democratico, durante la campagna elettorale. Che faranno da grandi? Torneranno nel centrodestra?
Turano è un uomo di centrodestra, credo che questa sia una parentesi molto breve con l’attuale amministrazione, non so fino a che punto possa convenirgli di continuare a supportarla. Anche perché è sotto gli occhi di tutti che la città è devastata e si continua ancora a fare proclami sui social che servono a ben poco. Penso che la gente sia stanca delle parole e voglia i fatti, se siamo pronti a fare i fatti siamo certi che Trapani rinascerà.
Secondo lei, Turano ha stretto questa alleanza, anomala per moltissimi versi, con Giacomo Tranchida o con una coalizione? Credo che Turano abbia supportato il progetto di una coalizione e per questo motivo, comunque ne abbia condiviso il progetto, o meglio: lo hanno condiviso “gli amici di Turano”. Progetto che reputo sia fallimentare. Mi auguro che l’onorevole Turano, appartenendo al centrodestra, si ricreda delle scelte fatte e sono certo che, prima o poi, questo succederà.
Il cambiamento naturale del leader della coalizione tranchidiana, perché Tranchida non si può ricandidare, potrebbe incidere, per molti, sulla decisione di restare o di abbandonare il progetto di “Cambiamenti”?
Io credo che, in questo momento, incida ben poco la figura di Tranchida per la città di Trapani, e in automatico tutta la sua squadra di governo, è sotto gli occhi di tutti.
Quindi perché fallisce l’operato di un’amministrazione, non perché fallisce Tranchida o viceversa?
Io credo che questa amministrazione sia un fallimento in toto, e sono convinto del fatto che Turano mollerà, perché ad un certo punto bisogna ammettere i propri errori e rilanciare.
Ultima domanda, quando si costituirà il gruppo futuro del Consiglio Comunale?
Questa è una domanda a cui non posso rispondere, non so chi aderirà. Senza dubbio, gli auguriamo buona fortuna. Guardiamo con attenzione al movimento “futuro” che si costituirà, da quello che mi risulta, a fine di agosto: attualmente non è un soggetto politico costituito. Sicuramente avremo il piacere di sederci tutti ad un tavolo, ma ripeto, prima valgono i progetti, poi ci sono i risultati.
Durante questa breve intervista, in aula consiliare veniva annunciata dalla consigliera Sonia Tumbarello la costituzione del gruppo “Trapani2028”. Gruppo costituito dalla stessa consigliera, Daidone e Fileccia. Potremmo dire con ancora il “defunto caldo” dell’abbandono di “Amo Trapani”.
Prova che Giuseppe Guaiana non fosse stato informato delle intenzioni del suo ex compagno di gruppo. E alcuni moti di stizza e malumore malcelato, tra i banchi dell’opposizione, e qualche successivo post sibillino sui social, orientano verso una spaccatura interna alla minoranza consiliare, che si percepisce già da un pó.
La probabile causa di tutto ciò sono proprio i nuovi posizionamenti sul “futuro”. Perché chiamare il gruppo “Trapani2028”, se proprio Fileccia annuncia quasi quotidianamente la mozione di sfiducia a Tranchida, dandola anche per cosa fatta? Al limite, “Trapani2026”. Meglio sarebbe stato l’ormai quasi inflazionato #MTGA. Ma la risposta l’ha data, neanche troppo tra le righe, Peppe Guaiana: il movimento “Futuro” non si è ancora nemmeno costituito, non ha neanche aperto i tesseramenti. E, in politica, un mese è un’era geologica.
Evidentemente, non solo c’è chi è più realista del Re. Ma, soprattutto, “vicino al Re, beato chi c’è”. Non si sa mai qualcuno dovesse ripensarci – come ha insinuato Fileccia ieri in aula, all’indirizzo di Emanuele Barbara – e una delle caselle principali tornare ad essere occupata.
Attendiamo il secondo atto, perché l’entrata in consiglio comunale del movimento del patron granata aprirà non solo il fronte di scontro con l’amministrazione, ma anche quello interno nell’opposizione.
















