Parcheggi a Erice, il progetto iniziale prevedeva la tariffa stagionale

Due euro l’ora, dalle 8 a mezzanotte, nei giorni feriali e festivi. Ma non per tutto l’anno.

È quanto emerge dalla relazione sulle caratteristiche dei servizi e della gestione presentata nel settembre 2024, relativa al nuovo piano della sosta nel Comune di Erice.

Nella tabella dedicata a Erice capoluogo, il progetto iniziale indicava chiaramente un periodo di applicazione compreso tra il 15 marzo e il 15 novembre. La tariffa prevista era già quella di 2 euro l’ora, ma restava legata alla stagione di maggiore affluenza turistica.

Dal 16 novembre al 14 marzo, dunque, la sosta a Erice non sarebbe stata soggetta a quella tariffazione.

Oggi, invece, il quadro è cambiato: i 2 euro l’ora saranno applicati durante tutto l’anno.

Una differenza tutt’altro che marginale, soprattutto in una città che nei mesi invernali conta poche centinaia di residenti effettivi, attraversa lunghi periodi di presenze ridotte e vede molte attività commerciali fare i conti con una stagione turistica che fatica ancora a diventare davvero lunga.

Cosa è accaduto tra il progetto iniziale e le condizioni definitive?

La modifica sembrerebbe essere intervenuta successivamente, su indicazione dell’Amministrazione comunale guidata dalla sindaca Daniela Toscano, con l’introduzione della tariffa annuale e, parallelamente, di abbonamenti agevolati destinati ai residenti, ai proprietari di immobili e a chi lavora stabilmente a Erice.

Per verificare questa ricostruzione e conoscere la posizione dell’Amministrazione, la redazione di TrapaniSì ha provato a contattare la sindaca Daniela Toscano nel corso dell’intera mattinata, senza riuscire, al momento, a ottenere un riscontro.

Una scelta che solleva più di una domanda.

Le perplessità iniziano a emergere anche tra gli stessi ericini, soprattutto tra chi vive e lavora sul Monte durante tutto l’anno. «Prima di modificare un aspetto così rilevante del piano della sosta, non sarebbe stato opportuno aprire un confronto con residenti, commercianti e operatori che continuano a investire su Erice?», osserva Silvana Catalano, residente a Erice, già assessora comunale ed ex candidata alla carica di sindaco.

E il problema non riguarda soltanto i turisti. C’è chi a Erice ha genitori anziani, parenti o amici; chi vi sale per trascorrere una domenica in famiglia e chi raggiunge il centro storico semplicemente per fare visita a una persona cara. Anche per loro la sosta costerà 2 euro l’ora, persino in pieno inverno?

Gli abbonamenti agevolati tutelano alcune categorie, ma lasciano fuori una parte importante di quella comunità di relazioni che contribuisce a mantenere vivo il Monte durante tutto l’anno.

La domanda, allora, è inevitabile e sono gli stessi residenti a porsela: per agevolare chi vive, possiede un immobile o lavora a Erice era davvero necessario estendere la tariffa ordinaria di 2 euro l’ora a tutti gli altri, per dodici mesi?

A queste perplessità si aggiunge la posizione dell’associazione Vivere Erice, presieduta da Mariza D’Anna, che riferisce di avere raccolto «diverse segnalazioni e lamentele da parte di cittadini e di persone che amano Erice».

Pur riconoscendo la necessità di regolamentare la sosta e garantire una migliore fruizione del centro storico, l’associazione ritiene che una tariffa unica di 2 euro l’ora, applicata senza alcuna differenziazione tra alta e bassa stagione, rischi di risultare particolarmente onerosa e di trasformarsi, nei periodi di minore affluenza, in un deterrente per chi vorrebbe raggiungere il borgo.

«È proprio nei mesi di bassa stagione – si legge nella nota – che sarebbe opportuno mettere in campo politiche capaci di incentivare le presenze e rendere il territorio maggiormente attrattivo».

Da qui l’invito rivolto all’Amministrazione comunale a valutare un possibile ripensamento della misura e l’introduzione di un sistema tariffario più flessibile, capace di conciliare le esigenze del Comune con quelle dei cittadini, delle attività economiche e di quanti scelgono Erice anche fuori dai mesi estivi.

Vivere Erice propone inoltre di valutare la realizzazione di aree di sosta all’ingresso della città, collegate al centro storico attraverso un servizio di navetta con piccoli bus. Una soluzione che, secondo l’associazione, consentirebbe di ridurre il numero di automobili dirette verso il borgo, migliorare la viabilità e offrire un servizio più comodo e sostenibile.

C’è poi un’altra questione: quale obiettivo deve avere un piano della sosta a Erice?

Regolare la presenza delle automobili nei mesi di maggiore afflusso è comprensibile. Ma applicare la stessa tariffa in una domenica di agosto e in una fredda giornata di gennaio significa considerare uguali due realtà che uguali non sono.

In estate il problema può essere la pressione dei flussi turistici. In inverno, al contrario, la sfida è convincere qualcuno a salire fino in Vetta, fermarsi per una passeggiata, visitare un monumento, pranzare in un ristorante o acquistare qualcosa nelle attività rimaste aperte.

Da anni si parla di destagionalizzazione, di rilancio della città nei mesi più difficili e della necessità di contrastarne lo spopolamento. Ma si può davvero promuovere Erice durante tutto l’anno e, contemporaneamente, rendere più costoso raggiungerla proprio quando le sue strade sono quasi vuote?

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