A Pantelleria si è spenta da mesi una luce fondamentale per la salute pubblica: il servizio di endoscopia digestiva dell’ospedale “Nagar” dell’isola – che garantisce esami salvavita come gastroscopie e colonscopie – è sospeso da tempo, e nonostante rassicurazioni e promesse, ad oggi non è stato ancora riattivato.
L’assessora comunale alla sanità, Adele Pineda, lancia l’allarme con una lettera ufficiale indirizzata all’ASP di Trapani e resa pubblica anche agli organi di stampa, denunciando non solo il disservizio, ma soprattutto il silenzio istituzionale che lo circonda.
“Da mesi non è più possibile effettuare né una colonscopia, né una gastroscopia a Pantelleria”, scrive l’assessora Pineda, “Questo costringe i cittadini a spostarsi sulla terraferma, affrontando non solo le difficoltà logistiche e fisiche del viaggio, ma anche costi insostenibili per molti”.
Il punto critico, secondo l’assessora, è che tutto ciò vanifica qualsiasi principio di prevenzione sanitaria, oggi più che mai considerata fondamentale per intercettare precocemente le patologie, in particolare quelle oncologiche.
“Paradossalmente si continua a parlare della prevenzione come dello strumento principe per evitare l’insorgere o il peggioramento di determinate malattie”, sottolinea Pineda. “Ma cosa significa prevenzione se non si mettono le persone nelle condizioni di accedere agli esami diagnostici?”
Non è la prima volta che Pantelleria si trova a fare i conti con criticità nel sistema sanitario locale: già nel 2012, con la chiusura del punto nascita, con riaperture transitorie fino al 2018 e la cessazione definitiva del servizio nel 2020.
Poi nel 2024, una segnalazione partita dall’isola aveva portato all’intervento politico degli onorevoli Dalla Chiesa e Mulè, a seguito di un grave caso di ritardo nella consegna di un referto istologico.
“In quella circostanza, mi contattò la Prof.ssa Maria Cristina Gallo – ricorda l’assessora – che aveva denunciato un ritardo di 8 mesi nell’arrivo di un referto con una diagnosi terribile. Mi ringraziò per aver reso pubblica una situazione così grave. Maria Cristina oggi non è più con noi, e fa male constatare che la sua vicenda non ha insegnato nulla: stiamo commettendo lo stesso errore”.
Secondo quanto riferito dall’Ufficio stampa dell’ASP di Trapani, la sospensione del servizio di colonscopia e gastroscopia sarebbe dovuta a lavori di manutenzione straordinaria nei locali dell’ambulatorio di endoscopia. Tuttavia, per mesi non è stata trovata un’allocazione alternativa all’interno dell’ospedale.
Un fatto che Pineda contesta duramente: “È possibile che in tutto l’ospedale, in tanti mesi, non sia stato individuato uno spazio idoneo per evitare di sospendere un servizio essenziale?” si chiede. “Non serve essere medici per capire che la mancata possibilità di effettuare questi esami può mettere a rischio la vita delle persone.”
Eppure, sempre secondo l’ASP, l’ambulatorio sarebbe dovuto tornare operativo già dalla prima settimana di settembre. Ma, come denuncia l’assessora, al CUP non è ancora possibile prenotare alcun esame endoscopico.
“Il tempo, quando si parla di salute, è fondamentale – aggiunge Pineda – bisogna intervenire subito e con decisione, soprattutto quando le risposte non arrivano.”
A conferma della scarsa comunicazione tra ASP e amministrazione locale, Pineda segnala di aver inviato una PEC ufficiale il 21 agosto 2025, seguita da un sollecito, rimasti entrambi senza risposta.
Per questo motivo ha deciso di rendere pubblica la questione, anche su segnalazione di numerosi cittadini, auspicando che finalmente il tema esca dal silenzio istituzionale.
“Ritengo che quanto sta accadendo denoti una superficialità che non trova giustificazioni”, scrive. “È inaccettabile che chi vive su un’isola debba rinunciare al diritto alla salute.”
Non mancano, infine, parole di stima per il personale ospedaliero locale: “Nonostante le difficoltà, posso testimoniare l’abnegazione e la professionalità dei nostri operatori sanitari, che ringrazio pubblicamente. Ma in casi come questo, è necessario un intervento risolutivo che arrivi dall’alto.”
“Una soluzione non è solo possibile, ma è soprattutto dovuta”, conclude l’assessora. “Confido nella sensibilità delle istituzioni affinché venga data una risposta seria e concreta a questa emergenza silenziosa. Da parte mia, manifesto la massima disponibilità a collaborare per affrontare anche altre criticità che richiedono interventi urgenti.”

















