Pantelleria, scoperto un pipistrello africano mai confermato in Europa

Una scoperta zoologica di grande rilievo arriva da Pantelleria, dove è stata documentata per la prima volta con certezza in Europa la presenza del nitteride di Tebe, Nycteris thebaica, un piccolo pipistrello ampiamente diffuso in Africa. Il risultato aggiunge così una nuova specie alla fauna europea.

il pipistrello pantesco in volo

A risolvere un mistero che durava da circa due secoli è stato un gruppo internazionale di ricercatori. Nelle monografie ottocentesche sulla fauna siciliana esistevano infatti soltanto indicazioni generiche sulla possibile presenza dell’animale, senza esemplari conservati nei musei né località precise che consentissero di confermarla.

La svolta è arrivata grazie all’ascolto. Un campionamento acustico mirato, realizzato con strumenti calibrati e posizionati in punti strategici di Montagna Grande, ha consentito di intercettare i richiami estremamente deboli e ad alta frequenza emessi dal pipistrello, difficilmente rilevabili attraverso i sistemi convenzionali di monitoraggio. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Global Ecology and Conservation.

La scoperta è ancora più interessante perché le registrazioni non riguarderebbero un singolo esemplare. Gli studiosi hanno documentato almeno due individui che volano insieme e comunicano tra loro. L’ipotesi è quindi che a Pantelleria possa essere presente una piccola popolazione rimasta inosservata per generazioni.

Secondo i ricercatori non si tratterebbe di una recente colonizzazione favorita dal cambiamento climatico, ma di una popolazione periferica stabile, sfuggita alle osservazioni proprio per le caratteristiche della specie: dimensioni ridotte, volo vicino al suolo e segnali acustici molto deboli.

Pantelleria conferma così il proprio ruolo di straordinario crocevia biogeografico tra Africa ed Europa. La posizione dell’isola nel Canale di Sicilia può rappresentare un naturale punto di passaggio per specie nordafricane e rende il territorio un laboratorio particolarmente importante per lo studio della biodiversità mediterranea.

La ricerca è stata finanziata dal Parco Nazionale Isola di Pantelleria nell’ambito del progetto dedicato allo studio della distribuzione e dell’ecologia dei chirotteri del Parco, con il sostegno di fondazioni internazionali e la collaborazione tra il gruppo di ricerca italiano e il Museum für Naturkunde di Berlino.

La scoperta apre adesso anche una questione di conservazione. Se fosse confermata l’esistenza di una piccola popolazione stabile, il Nycteris thebaica dovrebbe essere inserito nei programmi di monitoraggio e protezione. Tra i possibili pericoli presenti sull’isola vengono indicati gli incendi boschivi e l’elevata presenza di gatti, potenziali predatori di una specie che vola e trova rifugio vicino al terreno.

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