Palermo inaugura nuove fermate, Trapani resta in attesa

A Palermo il treno arriva sotto piazza Castelnuovo. A Trapani, per raggiungere il capoluogo sui binari, bisogna ancora armarsi di pazienza e mettere in conto un lungo viaggio. L’inaugurazione delle fermate Porto e Politeama è una buona notizia per la mobilità siciliana, ma rende ancora più evidente la distanza fra i servizi disponibili nei due territori.

Inaugurazione fermate Porto e Politeama

Oggi, martedì 3 novembre, il presidente della Regione Renato Schifani e gli assessori Alessandro Aricò e Francesco Paolo Scarpinato hanno partecipato al viaggio inaugurale della tratta Giachery-Politeama. L’intervento, sostenuto dalla Regione con 54 milioni di euro, collega il porto e il centro cittadino alla stazione Notarbartolo.

Da mercoledì 4 novembre e fino al 31 gennaio 2027 è annunciata la gratuità per i viaggi che prevedono la salita o la discesa in una delle sette fermate dell’anello: Notarbartolo, Libertà, Imperatore Federico, Fiera, Giachery, Porto e Politeama. Il servizio parte con una frequenza di trenta minuti, con l’obiettivo di ridurre progressivamente le attese.

È il completamento di una prima fase funzionale: la chiusura dell’intero circuito richiede ancora il collegamento Politeama-Notarbartolo, con la fermata Turrisi Colonna. Anche Palermo, dunque, ha opere da ultimare. La differenza è che può già consegnare ai cittadini un nuovo servizio e incentivarne l’utilizzo.

Nel Trapanese, invece, si aspetta ancora di recuperare un collegamento perduto. La linea via Milo è chiusa dal 2013: oltre tredici anni durante i quali la soluzione alternativa è rimasta il lungo percorso via Castelvetrano. Non ancora decenni al plurale, ma un’attesa abbastanza lunga da avere accompagnato intere carriere scolastiche e lavorative.

E il riferimento alle quasi tre ore per Palermo rischia persino di sottovalutare il problema. La scheda ufficiale di Ferrovie dello Stato indica due ore e cinquanta minuti per la sola tratta Piraineto-Trapani via Castelvetrano. Piraineto, però, non è Palermo Centrale: occorre aggiungere il proseguimento verso la città e gli eventuali tempi di coincidenza. Lo stesso documento stima che il ripristino via Milo possa consentire un recupero fino a settanta minuti su quella relazione.

Per studenti, lavoratori e persone che devono raggiungere servizi sanitari o uffici, questa distanza si misura in ore sottratte alla giornata. A Palermo si lavora per rendere il treno più competitivo rispetto all’automobile; da Trapani il problema resta poterlo considerare una scelta ragionevole.

Le scadenze pubblicate da FS distinguono inoltre due passaggi: il ripristino della linea via Milo è indicato nel 2028, mentre l’elettrificazione è prevista nel 2029. Sono obiettivi di programma, non servizi già disponibili. La distinzione conta: riaprire i binari e completare il potenziamento della linea sono traguardi diversi, che meritano aggiornamenti chiari e verificabili.

Nel quadro delle criticità rientra anche il controverso sottopasso stradale previsto a Trapani per superare la ferrovia. Lo stop e il riesame del progetto possono essere accolti con sollievo se consentono di evitare una soluzione inadeguata alle condizioni del territorio. Il nodo idraulico, dopo gli allagamenti che hanno colpito la città, richiede risposte tecniche solide.

Come già riportato da TrapaniSì dopo l’audizione di RFI all’Ars, sono stati annunciati approfondimenti sulle alternative, compresa l’ipotesi di un cavalcaferrovia. Il confronto coinvolge anche il Comune e le opere di mitigazione del rischio idraulico. Fermarsi per correggere un progetto può essere necessario; lasciare indefinita la soluzione significa prolungare l’incertezza.

Un’altra attesa riguarda la nuova fermata ferroviaria Vincenzo Florio al servizio dell’aeroporto di Trapani-Birgi. Il progetto prevede un punto di interscambio sulla linea Trapani-Marsala, con percorso pedonale verso l’aerostazione, parcheggi e opere di accesso. Nell’agosto 2026 il Libero Consorzio documentava ancora interventi sulla provinciale 21 legati alla fermata e al sottopasso aeroportuale.

L’infrastruttura potrebbe contribuire a mettere in relazione Birgi e Punta Raisi attraverso la rete ferroviaria. Ma una fermata non basta a creare un collegamento veloce fra due aeroporti. Servono il ripristino via Milo, un’offerta di treni adeguata, coincidenze efficienti e tempi complessivi competitivi. Nelle fonti consultate non emerge un servizio rapido e diretto fra i due scali già definito con orari e data di avvio.

Dalla Regione e da RFI Trapani attende risposte concrete

È questa la prospettiva sulla quale chiedere impegni precisi: permettere a residenti e visitatori di scegliere davvero il trasporto pubblico e rendere più accessibili entrambi gli aeroporti della Sicilia occidentale.

L’apertura palermitana merita attenzione e apprezzamento. Proprio per questo la Regione e i soggetti ferroviari devono spiegare quando benefici paragonabili, in termini di accessibilità e affidabilità, arriveranno anche nel Trapanese. Il confronto non dimostra da solo una disparità nelle risorse assegnate, ma mostra una differenza concreta nei servizi utilizzabili.

A Palermo si invita il cittadino a provare il treno gratis. A Trapani si aspetta ancora di poterlo prendere senza trasformare il viaggio verso il capoluogo in un’impresa.

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