Operazione “Scrigno”, Peppe Pellegrino (PD) contro Faraone: “Azzeriamo tutto”

Lo scontro nel Partito Democratico è ormai senza fine. Nonostante le parole di Nicola Zingaretti, nuovo segretario DEM, sull’unità, in Sicilia tutto è pronto per una rivoluzione dopo l’operazione “Scrigno”.

Peppe Pellegrino, Consigliere comunale a Trapani e di componente dell’assemblea nazionale, si scaglia contro Faraone che ha permesso nel 2015 l’adesione dei componenti di Articolo 4 che sono transitati nel partito dietro decisione dei dirigenti nazionali e regionali, scavalcando la federazione provinciale con un documento inviato a tutti gli esponenti politici. Tra queste adesioni, ovviamente, l’ex deputato regionale Paolo Ruggirello.

La richiesta è quella di azzerare tutto.

“Purtroppo il PD trapanese – afferma Pellegrino – non si è battuto fino in fondo o non ha avuto la forza politica per evitare tale adesione. Il coinvolgimento di molti candidati nelle ultime elezioni comunali e regionali evidenzia la ricerca spasmodica di consensi anche con persone coinvolte per mafia, anche se il loro apporto in genere non è stato determinante. Alla luce di quanto successo è necessario ritornare ai valori identitari e statutari del partito, in particolare alla lotta alla mafia che ha pagato con il sangue di sindacalisti come Salvatore Carnevale, di Pio la Torre e di tanti magistrati”.

Nel dettaglio il nuovo componete dell’assemblea nazionale chiede a Zingaretti: “Procedere ad un nuovo tesseramento, azzerando tutto, poiché l’attuale appare inquinato dalle adesioni degli ultimi anni, e rifare i congressi di circolo, quelli provinciali e il congresso regionale. In tal modo si potrà ritrovare l’unità del partito anche a livello regionale e ricominciare a preparare un programma con il coinvolgimento della base”.

Ecco l’intervista nel nostro TrapaniSiGR
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