Occupazione femminile: nel Trapanese tasso al 36,7 per cento

La provincia di Trapani registra un tasso di occupazione femminile del 36,7 per cento, un dato che si inserisce nel quadro di crescita complessiva dell’occupazione delle donne in Sicilia dove, nel 2024, è stato raggiunto il massimo storico con il 37,3 per cento.

Nonostante il risultato positivo, però, nell’Isola resta ancora significativo il divario di genere, pari a 26,3 punti percentuali rispetto all’occupazione maschile.

I dati emergono da un’analisi sul mercato del lavoro di Confartigianato Sicilia che evidenzia come, nei primi nove mesi del 2025, il lavoro indipendente femminile in Sicilia abbia registrato una crescita del 3 per cento, portando a circa 95 mila il numero delle lavoratrici autonome. Il tessuto produttivo regionale conta oggi 113.245 imprese a conduzione femminile, pari al 24,4 per cento del totale delle aziende presenti sul territorio.

Una componente significativa è rappresentata dal settore artigiano con 11.139 imprese guidate da donne, attive soprattutto nei servizi alla persona, nell’alimentare e nella ristorazione. Il comparto mostra anche segnali di ricambio generazionale e di inclusione: l’11,7 per cento delle imprese artigiane femminili è guidato da giovani under 35, mentre il 7,1 per cento è condotto da imprenditrici straniere.

A livello provinciale, il tasso di occupazione femminile più alto si registra a Ragusa con il 49,4 per cento, seguita da Enna con il 39,9 per cento, Messina con il 38,4 per cento, Catania con il 37,7 per cento e Palermo con il 37 per cento, provincia che presenta anche il divario di genere più contenuto pari a 23,5 punti percentuali. Dopo Trapani, con il 36,7 per cento, si collocano Agrigento con il 36,9 per cento e Siracusa con il 36 per cento, mentre Caltanissetta chiude la classifica con il tasso più basso, pari al 29,2 per cento, e il gap uomo-donna più elevato dell’Isola.

Il quadro evidenzia anche come le donne siciliane abbiano livelli di istruzione mediamente piùalti rispetto agli uomini: il 26,1 per cento è laureato e il 58 per cento possiede un diploma. Persistono, però, criticità legate alle competenze digitali e alla diffusione del fenomeno dei Neet, che coinvolge il 27,4 per cento delle giovani.

«Il lavoro artigianale femminile – afferma Vincenza Scala, presidente regionale del Movimento Donne Impresa di Confartigianato Sicilia – rappresenta una risorsa importante per la Sicilia, non solo dal punto di vista economico ma anche culturale e sociale. Le donne artigiane contribuiscono ogni giorno, con competenza e spirito imprenditoriale, a preservare e innovare mestieri che fanno parte dell’identità del territorio».

Secondo Scala sostenere l’imprenditoria femminile significa promuovere crescita economica e sviluppo delle comunità locali. «Molto è stato fatto – aggiunge – ma resta ancora tanto da fare: per questo rinnoviamo il nostro riconoscimento alle donne artigiane siciliane e al loro contributo per il futuro della regione».

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