“Le democrazie hanno bisogno di persone capaci di nuotare controcorrente, di denunciare gli errori commessi, di insistere con maggiore forza su un problema quanto più risulta sgradito”.
È da questa citazione dello storico britannico James Bryce che prende le mosse la nona edizione del concorso giornalistico “Santo Della Volpe”, dedicato agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, che domenica prossima, 31 aprile, sarà al centro delle iniziative della settimana “Non ti scordar di me”, in programma nel 40º anniversario della strage mafiosa di Pizzolungo.
Il concorso, organizzato dal Comune di Erice e dall’associazione Libera, in collaborazione con Fnsi, Ordine dei giornalisti di Sicilia, Usigrai, Libera Informazione, Articolo 21 e con il patrocinio di Assostampa Trapani, rappresenta un momento di riflessione civile, memoria e impegno, attraverso il giornalismo giovanile.
Sarà l’Aula magna del Polo Universitario di Trapani ad ospitare la cerimonia di premiazione degli elaborati vincitori. A consegnare i riconoscimenti saranno Vittorio Di Trapani, presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, e Lorenzo Frigerio, direttore di Libera Informazione. Nella stessa giornata si terrà anche un incontro pubblico sul tema “Democrazia e Costituzione, il ruolo dell’Europa”, a sottolineare il legame tra informazione, diritti e cittadinanza attiva.
Particolarmente sentito il legame tra il premio e la figura del giornalista Santo Della Volpe che fu presente ad Erice nell’edizione 2015 in una delle sue ultime apparizioni pubbliche prima della malattia che lo avrebbe portato via di lì a poco.

La sua memoria è oggi più che mai attuale, simbolo di un giornalismo libero, rigoroso e profondamente legato alla difesa della verità.
In occasione della premiazione, Assostampa Sicilia annuncerà che al “Giardino della Memoria” di Ciaculli, nel Palermitano, sarà installata una targa commemorativa per le vittime della strage di Pizzolungo.
L’1 aprile, invece, ad Erice Casa Santa, sarà inaugurato il centro di documentazione “Da Cosa nostra a Casa Nostra”, dedicato a Salvatore e Giuseppe Asta, i due gemelli di sei anni uccisi insieme alla madre Barbara Rizzo il 2 aprile 1985 da un’autobomba destinata al magistrato Carlo Palermo.
Una iniziativa per non dimenticare, ma anche per ribadire – con la voce dei giovani e il linguaggio del giornalismo – che la democrazia ha bisogno di coraggio, memoria e parole libere.

















