«Trapani ieri sera ha perso un’occasione quella di dare, qui dal cuore del Mediterraneo, un messaggio al mondo; un messaggio di ringraziamento alle tante donne, ai tanti uomini, ai tanti giovani che con fare volontario oggi sfidano i mari, sfidano le foreste asiatiche, sfidano anche i regimi totalitari disseminati nel mondo».
Così il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida commenta la mancata approvazione, ieri sera in Consiglio comunale, della proposta di conferire la cittadinanza onoraria alle associazioni protagoniste dei salvataggi di migranti, di recente assolte dal Tribunale di Trapani dopo un iter giudiziario durato alcuni anni.
In una nota stampa, il sindaco ricorda che il processo, durato sette anni e costato ingenti risorse allo Stato italiano, si è concluso con una sentenza chiara: «Il Tribunale ha dichiarato non sussistere alcuna ipotesi di reato in capo agli equipaggi e ai volontari», sancendo anche che non vi fosse «alcun legame con bande criminali» e che «le ONG agivano nel Mediterraneo sotto l’egida e il coordinamento della Capitaneria di Porto».
«Salvare un uomo in mare è la legge della natura, è la legge del popolo del mare, è la legge dei trapanesi che sono uomini di mare», ribadisce Tranchida, sottolineando come ogni marinaio, «trapanese o non», istintivamente intervenga per aiutare chi rischia la vita in acqua.
Il sindaco ha ringraziato pubblicamente i consiglieri comunali che hanno sostenuto l’iniziativa, citandoli uno ad uno: «Io non ce l’ho fatta con la maggioranza, però ringrazio tutti, non solo i componenti della giunta, ma ad uno, ad uno anche i consiglieri comunali presenti e sensibili: Daniela Barbara,Angela Grignano, Claudia La Barbera, Giulia Passalacqua, Marzia Patti, Sonia Tumbarello, Francesco Briale, Baldassare Cammareri, Salvatore Daidone, Andrea Genco, Giovanni Parisi e Giuseppe Peralta» e ha espresso rammarico per l’atteggiamento dei rappresentanti della lista “Trapani Tua” che «hanno preferito, pilatescamente, visto che ci avviciniamo alla Santa Pasqua, uscire dall’Aula» proprio durante la discussione sull’argomento.
«Non mi meraviglio – ha ddetto Tranchida– ma mi rammarico per la scarsa sensibilità dimostrata rispetto ad un tema che non ha colori politici e non ha appartenenza ideologica».
Tranchida ha poi evocato un messaggio simbolico: «L’umanità non ha i colori di un partito, l’umanità ha i colori del cuore, ha il colore del corallo, il rosso di quel corallo trapanese con il quale una bravissima famiglia di artigiani trapanesi, la famiglia Graffeo, ha saputo ben rappresentare il dramma dei migranti».
Infine, l’impegno per il futuro: il sindaco ha annunciato che accoglierà ufficialmente a Trapani gli equipaggi e i volontari della Juventa, Save The Children e Medici Senza Frontiere, «indossando la fascia tricolore e con tutti gli onori». «Loro lo meritano – ha concluso – altri, ieri sera, hanno fatto una figura meschina davanti alla città e al mondo. Ma ognuno è figlio di una storia, figlio di una cultura».
















