Le festività natalizie si confermano anche quest’anno un periodo ad alto rischio per chi deve spostarsi lungo la Penisola.
Secondo un report elaborato da Assoutenti, il caro-trasporti colpisce ancora una volta i collegamenti tra Nord e Sud, con prezzi dei biglietti aerei e ferroviari che schizzano alle stelle e carburanti in costante aumento.
L’indagine, condotta il 26 novembre attraverso la piattaforma Skyscanner, evidenzia che un volo in classe economy con partenza il 24 dicembre e ritorno il 6 gennaio può costare oltre 400 euro, con punte che superano gli 800 euro.
Un biglietto Torino-Palermo andata e ritorno parte da 505 euro, mentre Pisa-Catania sfiora i 500. Da Milano a Palermo o Verona a Palermo si spendono almeno 411 euro, da Milano a Catania 406.
In alcuni casi il prezzo raddoppia: la rotta Milano Linate–Catania raggiunge quota 841 euro, più di un volo intercontinentale, senza considerare i supplementi per bagagli e scelta del posto.
Non va meglio sul fronte ferroviario. Per un viaggio di sola andata il 20 dicembre su treni ad alta velocità, un Torino–Reggio Calabria tocca i 199 euro, Milano–Reggio Calabria 185, Torino–Lecce 183, Milano–Lecce 153. Risultati ottenuti monitorando i prezzi sul sito Trenitalia sempre nella giornata del 26 novembre.
A rincarare la dose anche i prezzi dei carburanti. Il gasolio in self costa oggi in media 1,712 euro al litro, +6,4% in un mese, con un aumento sul pieno di oltre 5 euro. La benzina registra un +3,1% nello stesso periodo. Un mix che rende più costosi anche gli spostamenti in auto.
«Non c’è pace per gli italiani che viaggiano per Natale – denuncia il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso –. Le tariffe di treni e aerei impazziscono a causa degli algoritmi che legano i prezzi alla domanda, svuotando le tasche dei consumatori. È una forma di speculazione che continua nonostante le indagini dell’Antitrust e i proclami della politica». Un fenomeno che si ripropone puntuale ogni anno e che, secondo l’associazione, richiederebbe interventi strutturali e urgenti.
Per milioni di italiani, soprattutto studenti e lavoratori fuori sede, il viaggio per tornare a casa rischia dunque di diventare un lusso.
















