Un piccolo passo per la tecnologia, un grande balzo per la prevenzione incendi. È questo il messaggio lanciato dal Fire Test, l’esercitazione realizzata a Valderice in occasione del 25° anniversario della associazione SOS Valderice. Un evento che potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui si proteggono i nostri boschi e il territorio.
Al centro della sperimentazione, il sistema Silvanet, sviluppato da Borevit, che unisce “occhi virtuali” e “nasi artificiali” dotati di intelligenza artificiale per individuare gli incendi quando sono ancora allo stadio iniziale. “Nella provincia di Trapani sono presenti già 13 telecamera – ha spiegato Antonio Parrinello, dirigente provincialedella Protezione Civile – ma con l’aggiunta dei nasi artificiali possiamo rilevare il principio di incendio in tempi ancora più brevi e questo è fondamentale per l’efficacia del nostro intervento.
I “nasi artificiali” sono sensori, posizionati sugli alberi, capaci di riconoscere fumo e cambiamenti termici in tempo reale. Alimentati da piccoli pannelli fotovoltaici, sono progettati per funzionare tutto l’anno e resistono agli agenti atmosferici senza bisogno di manutenzione. “Questi dispositivi ci permettono di sapere con precisione dove si sta sviluppando un possibile incendio – ha aggiunto Parrinello – e le telecamere ci aiutano a verificarne l’entità. In questo modo possiamo intervenire tempestivamente e solo quando è necessario”.
Secondo Chiara Manca, CEO di Borevit, quella sperimentata con il test effettuato alla Pineta di Valderice è la prima integrazione in Italia tra queste due tecnologie: “Le telecamere danno una visione generale, i sensori monitorano i punti più sensibili. Così ottimizziamo i costi e centralizziamo tutto in un’unica control room, geolocalizzando anche i mezzi operativi. È una vera svolta”.
L’azienda sta lavorando anche all’integrazione con sistemi di intelligenza artificiale in grado di analizzare automaticamente i dati, gestire gli allarmi e filtrare i falsi positivi. Ogni sensore costa circa 100 euro, ma per il Fire Test l’intera fornitura è stata offerta gratuitamente dalla azienda. Un investimento che potrebbe presto dare i suoi frutti.
“Presenteremo il progetto agli Stati Generali della Protezione Civile a Roma, dal 4 al 6 aprile – ha concluso Manca – e speriamo che questa tecnologia possa diventare uno standard nazionale. Due anni fa il Parco di Segesta è stato distrutto dal fuoco: un sistema come questo avrebbe potuto salvarlo”.
Con il sostegnodelle realtà locali, la provincia di Trapani si candida a diventare un punto di riferimento nella prevenzione incendi in Italia. Un esempio virtuoso di come l’innovazione, se ben integrata, possa davvero fare la differenza per l’ambiente e per la sicurezza di tutti.
















