È nata a Trapani la prima Rete Mediterranea delle Città del Corallo, un progetto internazionale che mette insieme Trapani, Sciacca, Torre del Greco, Alghero, Tabarka e Siviglia con l’obiettivo di tutelare, promuovere e tramandare una delle più antiche tradizioni artigianali del Mediterraneo.
La firma del protocollo d’intesa è avvenuta alla Biblioteca Fardelliana, al termine della tavola rotonda “Rotte del Corallo – Dialogo tra culture mediterranee”, appuntamento conclusivo della seconda edizione della rassegna “Il Corallo anima di Trapani”.
Nel corso dell’incontro, amministratori, studiosi, artigiani e rappresentanti istituzionali hanno tracciato un percorso condiviso che intreccia cultura, economia, sostenibilità ambientale e trasmissione dei saperi. Il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida ha sottolineato il valore simbolico e politico dell’iniziativa, definendo il corallo un segno di identità e di amicizia tra le sponde del Mediterraneo, mentre l’assessore alla Cultura Rosalia d’Alì ha evidenziato come il patto rappresenti non solo un momento di confronto ma un impegno concreto tra città accomunate da una storia millenaria.
La tavola rotonda, moderata da Maricetta Di Natale, ha ripercorso le diverse tradizioni locali: da Trapani, con la tecnica del retroincastro che tra Seicento e Settecento ha reso celebri i suoi manufatti, a Sciacca, legata alla scoperta ottocentesca del corallo subfossile, fino a Torre del Greco, oggi centro dell’innovazione e della ricerca di una filiera sostenibile, con il percorso avviato verso il riconoscimento IGP e UNESCO. Ad Alghero è stato ricordato il marchio di qualità che tutela l’autenticità dei prodotti, mentre da Siviglia è emerso il forte legame tra corallo, devozione religiosa e tradizioni popolari.
Ampio spazio è stato dedicato al tema della formazione e della trasmissione dei saperi, considerati fondamentali per evitare che l’arte corallara resti solo memoria del passato. Da più interventi è arrivato l’appello a investire su politiche educative e su occasioni di visibilità internazionale, come la proposta di una grande mostra in occasione dell’America’s Cup 2027. Dal versante internazionale, la Spagna e la Tunisia hanno ribadito l’importanza della cooperazione culturale e della tutela ambientale di un ecosistema oggi fragile.
Il progetto ha raccolto l’interesse del Ministero della Cultura e delle istituzioni museali, che vedono nella Rete un punto di partenza per un dialogo interculturale stabile e duraturo. “Il Corallo anima di Trapani”, che nelle scorse settimane ha coinvolto studenti, artigiani e cittadini con visite, laboratori e restauri, si conferma così non solo come evento culturale, ma come motore di una strategia più ampia che guarda al Mediterraneo come spazio comune di storia, lavoro e futuro condiviso.
















