Il progetto “CRE.S.CO – Crescita Sociale in Coworking“, promosso dal Rotary Club Trapani-Erice in collaborazione con il Rotary Club Trapani e il Rotaract Trapani-Erice sostenuto da una sovvenzione distrettuale della Rotary Foundation, ha preso vita da alcune settimane nella sede della struttura universitaria “Principe di Napoli”, nel cuore del centro storico di Trapani, destinata a diventare un punto di riferimento stabile per l’incontro tra realtà sociali, culturali e istituzionali del territorio.
Le prime quattro azioni avviate nell’ambito del progetto, sono un corso per la patente di guida destinato a giovani in percorsi di recupero sociale, una squadra di calcetto come strumento per combattere le dipendenze, percorsi di riqualificazione professionale per adulti e un corso per cuochi rivolto a ragazzi a rischio di devianza: l’obiettivo è creare uno spazio di rete, formazione e inclusione, dove esperienze e competenze possano essere messe a disposizione per contrastare la marginalità sociale e favorire la partecipazione attiva alla vita della comunità.
«Con CRE.S.CO – spiega Patrizia Barbera, presidente del Rotary Club Trapani-Erice – i Rotary Club di Trapani e il Rotaract traducono in azioni concrete la propria vocazione al servizio del territorio e il loro ruolo di ponte tra istituzioni e società civile».
All’interno del coworking CRE.S.CO sono già attive diverse collaborazioni. «Ci sono operatori vicini al mondo della giustizia minorile – racconta Barbera – che stanno aiutando giovani seguiti dai servizi sociali a conseguire la patente di guida, dando loro una concreta possibilità di autonomia e reinserimento»: professionisti e volontari, coach, preparatori atletici e operatori sanitari stanno promuovendo le attività come strumento di prevenzione e recupero.
Tra queste, anche le attività sportive ricoprono un ruolo importante: «La squadra di calcetto – prosegue la presidente – è un esempio di come lo sport possa essere un efficace antidoto a nuove e vecchie forme di dipendenza».
Il cibo come veicolo di riscatto sociale: «Il corso per cuochi – sottolinea Barbera – è rivolto a giovani provenienti da quartieri disagiati. Grazie alla guida di chef professionisti, questi ragazzi possono imparare un mestiere e costruire un futuro diverso».
Un altro tassello fondamentale riguarda la formazione professionale degli adulti: esperti in percorsi di qualificazione stanno accompagnando persone fuoriuscite o mai entrate nel mondo del lavoro verso nuove opportunità occupazionali.
Il progetto CRE.S.CO non si limita a queste quattro iniziative. In cantiere ci sono laboratori di recupero urbano, sostegno all’istruzione e protezione per madri e bambini: l’idea è quella di alimentare una comunità solidale, fondata sulla corresponsabilità e sul protagonismo civico.
«CRE.S.CO vuole essere un luogo aperto, dove chiunque abbia un’idea o un progetto per il benessere collettivo possa trovare ascolto e collaborazione – conclude Barbera –. È un esperimento sociale che unisce pubblico e privato, volontariato e istituzioni, giovani e adulti, in un dialogo costante per costruire una comunità più inclusiva e solidale».
Il progetto ha già ottenuto il sostegno di scuole, associazioni e istituzioni locali, e rappresenta una delle esperienze più innovative del territorio in tema di integrazione sociale e sviluppo partecipato.

















