Musumeci invoca poteri per impiego polizia ed esercito, il PD lo critica pesantemente

Invocando l’articolo 31 dello Statuto speciale della Sicilia, mai applicato, il governatore Nello Musumeci punta a ottenere una norma di attuazione per esercitare il potere di avvalersi della Polizia di Stato, e dell’esercito di stanza nell’isola, in situazioni di emergenza. La giunta, come pubblica oggi il Giornale di Sicilia, ha approvato un ddl costituzionale (un solo articolo), trasmesso all’Assemblea siciliana per l’approvazione da inviare poi alle Camere per il via libera. Un iter che dovrebbe durare almeno sei mesi.

L’articolo 31 recita: “Al mantenimento dell’ordine pubblico provvede il Presidente della Regione a mezzo della polizia dello Stato, la quale nella Regione dipende disciplinarmente, per l’impiego e l’utilizzazione, dal Governo regionale. Il Presidente della Regione può chiedere l’impiego delle forze armate dello Stato.
Tuttavia il Governo dello Stato potrà assumere la direzione dei servizi di pubblica sicurezza, a richiesta del Governo regionale congiuntamente al Presidente dell’Assemblea e, in casi eccezionali, di propria iniziativa, quando siano compromessi l’interesse generale dello Stato e la sua sicurezza.
Il Presidente ha anche il diritto di proporre, con richiesta motivata al Governo centrale, la rimozione o il trasferimento fuori dell’Isola dei funzionari di polizia.
Il Governo regionale può organizzare corpi speciali di polizia amministrativa per la tutela di particolari servizi ed interessi”.

La norma, che, come ben noto, è anteriore alla Costituzione repubblicana, deve ovviamente essere interpretata “in armonia” con la Carta fondamentale. Al riguardo, la Corte costituzionale ha chiarito come “la funzione di provvedere al mantenimento dell’ordine pubblico nel territorio della Regione è attribuita dall’art. 31 dello Statuto siciliano al Presidente della Regione nella qualità di organo dello Stato” (sentenza n. 131 del 13 luglio 1963). Lo stesso principio è stato più volte ribadito dalla Consulta, la quale ha escluso soltanto che, attesa la competenza statale esclusiva in materia di sicurezza, la Regione Siciliana non può istituire organi o strutture regionali dedicate al perseguimento di tale fondamentale interesse pubblico di rilievo costituzionale.

Estremamente critico il Partito Democratico a questa notizia. “Se per oltre 70 anni non si è data applicazione alla norma dello Statuto per conferire poteri speciali ai presidenti della Regione Siciliana pieni poteri in materia di sicurezza e di comando sulle Forze di Polizia, è stato per evitare che persone come Musumeci potessero scegliere la scorciatoia dell’ordine pubblico per non affrontare i problemi veri di questa Regione”. Lo dice Antonello Cracolici, parlamentare regionale del PD, in merito alla richiesta del presidente della Regione Nello Musumeci di applicare una norma dello Statuto regionale per controllare in Sicilia le Forze di Polizia e l’Esercito.

“Non sappiamo ancora se il nostro sistema sanitario è pronto per il picco che si attende per metà aprile – aggiunge Cracolici – se il personale più esposto, ad iniziare dal personale sanitario, sarà messo in sicurezza con dispositivi di protezione e tamponi, se ci saranno anestesisti, rianimatoti, pneumologi, infettivologi ed infermieri in grado di occuparsi delle cure, se ci saranno ventilatori ed ossigeno per garantire la sopravvivenza dei malati più gravi, se i medici di famiglia disporranno di protocolli di cura uniformi e di kit di sicurezza personale. L’elenco potrebbe essere lungo, eppure dall’inizio di questa emergenza a cosa ha pensato il presidente della Regione? Ad invocare l’esercito per le strade e la chiusura dei confini agli stessi siciliani”.

“Evidentemente – conclude Cracolici – Musumeci è appassionato all’idea di comandare eserciti e uomini in divisa piuttosto che governare la Sicilia. Se la situazione non fosse più che seria, si potrebbe reagire alla Totò: ‘presidente, ma ci faccia il piacere!’”.

Dello stesso tono Giuseppe Lupo, capogruppo del PD all’Ars. “Leggendo certe notizie, anche in questo difficile momento, sembra di essere su ‘Scherzi a parte’: in Sicilia la Polizia di Stato, l’Esercito e tutte le Forze dell’Ordine stanno facendo un lavoro eccellente, dando prova di straordinaria professionalità come sta anche dimostrando la sanità militare a Troina. Per questo non ha alcun senso che Musumeci chieda nuovi poteri per coordinare le Forze di Polizia”.

“Il presidente della Regione si preoccupi piuttosto di utilizzare i suoi poteri ordinari per provvedere a dotare il personale sanitario dei dispositivi di protezione individuale, i laboratori dei tamponi e dei reagenti, e gli ospedali Covid dei ventilatori necessari per il funzionamento della terapia sub-intensiva. Se il presidente Musumeci non si rende conto di cosa serve realmente al servizio sanitario regionale per combattere il coronavirus – conclude Lupo – allora vuol dire che il problema è serio”.

Anche il PD della provincia di Trapani critica la scelta di Musumeci. “Questa mattina abbiamo appreso con preoccupazione la richiesta del Presidente della Regione di poteri speciali in materia di sicurezza – dice il segretario provinciale Marco Campagna – , convinti che su temi così delicati la competenza debba rimanere allo Stato e che questa grave emergenza necessiti che tutti facciano la loro parte in base al proprio ruolo, senza contrapposizioni e fughe in avanti”.

“Non possiamo non cogliere l’occasione per manifestare la nostra vicinanza a tutti i sindaci che in questi giorni difficili lavorano senza sosta, provando a fronteggiare un’emergenza sanitaria che ogni giorno diventa sempre di più anche sociale. Ed è per questo che sosteniamo con forza la richiesta dei sindaci della provincia di Trapani inviata al Presidente Musumeci rispetto ai gravi ritardi nell’effettuare i tamponi, alla mancanza di reagenti e rispetto alle difficoltà nelle cure per i malati oncologici, non è con soluzioni improvvisate che la Sicilia potrà resistere alle prossime settimane, ancora più delicate, per stessa ammissione del presidente Musumeci”.

“Aggiungiamo che ad oggi non è stata trovata una soluzione sul punto nascita di Pantelleria, nonostante le svariate richieste e troviamo assurdo che mentre si invoca l’esercito per far rispettare la quarantena ai cittadini, si costringono le donne di Pantelleria ad affrontare un viaggio per partorire a Trapani. È evidente che non servono poteri speciali, ma la capacità di gestire l’emergenza con i poteri di cui già dispone Musumeci, come avviene in altre regioni colpite in modo ben più grave della Sicilia”.